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PENSIONI/ Olivelli: lavorare fino a 67 anni? Per l’Italia e l’Ue non ci sarà alternativa

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Che il problema esista è un fatto indiscutibile: «per tutti gli Stati dell’Unione un tale aumento è improcrastinabile. A causa dell’incremento della popolazione anziana, e dello stallo demografico». E, in Italia, come in tutte le altre Nazioni europee, «almeno in seno all’Europa dei 15, vige il sistema a ripartizione dove, in sostanza, i giovani pagano le pensioni agli anziani». Berlusconi si era detto convinto che l’età pensionabile possa essere portata, addirittura, a 67 anni: «la vita media si è spostata in alto e così anche la capacità di lavoro, ma non parlo dei lavori usuranti». Usuranti o meno, sembra un soglia davvero elevata. «Non c’è alternativa: gli anziani di oggi vivono a spese di giovani che hanno lavori precari, non sanno se troveranno mai un impiego fisso, hanno stipendi ridotti e non sanno se prenderanno mai la pensione. Credo che 65 anni sia un’età giusta. 67 lo è anche. Bisogna capire che lavoro svolgono, ovviamente. Ma è esperienza comune conoscere 67enni che sono tuttora in grado di lavorare tranquillamente».

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