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RAPPORTO OCSE/ Italia, mercato del lavoro: i giovani sono senza sbocco

I dati del rapporto Ocse per il 2010 rivelano una crescita della disoccupazione a lungo termine, soprattutto in Italia. Sempre più alto il numero di persone con lavori precari

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Reso noto il rapporto Ocse sulla situazione del lavoro nei Paesi che ne fanno parte, in totale 34. Secondo tale rapporto, continua a crescere il tasso di disoccupazione di lungo termine. Ecco i dati indicativi di questa realtà: a fine 2010 il 48,5% dei disoccupati era tale da almeno sei mesi, mentre nel 2009 erano il 41%. Invece il 32,4% dei disoccupati lo era da dodici mesi, contro il 24,2% del 2009. Il rapporto Ocse si sofferma sui singoli Paesi e nel caso dell'Italia rivela che i disoccupati da sei mesi sono il 64,5% del totale con un aumento del 3% rispetto all'anno precedente; quelli senza lavoro da un anno sono il 48,5% con un aumento in questo caso del 4%. I lunghi periodi di disoccupazione, spiega l'Ocse, sono penalizzanti "perché aumentano il rischio di una marginalizzazione permanente dal mercato del lavoro, come risultato del deprezzamento delle abilità e della perdita di autostima e motivazione". Sempre nel suo rapporto "Employment Outlook" e sempre a proposito dell'Italia, si dice come il 27,9% dei giovani tra i 15 e i 24 anni è disoccupato mentre il 46,7% di chi ha un lavoro, ha una occupazione temporanea. Precari dunque, con una situazione nazionale che appare estremamente difficile per l'occupazione stabile. Il tasso di precari in Italia è cresciuto del 9% dal 2007, quando cioè è cominciata la grande crisi mondiale dell'economia. Una media, la nostra, che sarebbe superiore a quella europea. Ed ecco il giudizio sul nostro panorama occupativo: "Il mercato del lavoro italiano sta diventando più segmentato, con lavoratori in età matura in impieghi stabili e protetti e molti giovani senz'altro sbocco immediato che posti più precari". Non sono positive le notizie neanche per quanto riguarda gli stipendi. I nostri, dice l'Ocse, sono tra i più bassi d'Europa: superiori a Spagna, Grecia e Portogallo, ma inferiori a Francia, Inghilterra e Germania. Quello annuale medio italiano nel 2010 era di 36.773 dollari contro una media UE di 41.100 dollari. Il commento finale dell'Ocse: "Bisogna fare di più per migliorare in modo durevole la situazione del mercato del lavoro per i giovani". L'Ocse sottolinea la necessità di "un'ampia riforma dei contratti di lavoro".