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Lavoro

MANOVRA/ L’esperto: ha ragione Bertone, il non profit sgrava lo Stato di 10 mld l’anno

GIORGIO FIORENTINI spiega perché il segretario di Stato Vaticano, Tarcisio Bertone, ha ragione quando afferma che il governo ha riservato alla cooperative un pessimo trattamento

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E’ feroce l’accanimento della scure dei tagli, e laddove si abbatte non resta che prenderne atto e giocare d’anticipo. Prossima mira della mannaia, le cooperative; prima che il danno sia ineluttabile, in molti stanno cercando di persuadere l’esecutivo dell’errore. Da ultimo, è intervenuto il segretario di Stato Tarcisio Bertone, che ha criticato il governo per aver loro riservato un pessimo trattamento. «Il che rappresenta un danno oggettivo ed evidente per l’economia, la salvaguardia di certi diritti e la stabilità sociale», afferma Giorgio Fiorentini, docente di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche, intervistato da ilSussidiario.net. Per il cardinale, addirittura, la funzione delle cooperative è connaturata alla democrazia stessa. I diritti che preservano e promuovono, infatti, sono costitutivi del vivere civile. Come il lavoro. Va da sé che, se un diritto è tale - è la sottolineatura di Bertone - lo è a prescindere dalle regole dei mercati, alle logiche dei quali non può essere soggiogato.

«Che le cooperative, in virtù della loro formula imprenditoriale e del loro Dna specifico, tutelino i diritti di tutti rappresenta un dato di fatto acquisito e condiviso da tutti», dice Fiorentini. Che, fin da subito, rileva il nocciolo del problema: «Non è possibile determinare la consistenza effettiva del vantaggio economico che rappresentano per il Paese o l’entità del risparmio per lo Stato derivante dalla loro attività. Né il valore aggiunto che conferiscono al territorio. Semplicemente, perché studi del genere non sono mai stati fatti». Come facciamo a dire, allora, che tagliare gli sgravi delle cooperative nuoce ai cittadini e allo Stato? «Si tratta di dati intuibili. E’ evidente che svolgono una serie di attività con risvolti di cui ne beneficiano tutti». Se si vuole dimostrare le proprie ragioni, però, l’evidenza non basta. «Il mondo della cooperazione e il mondo del non profit - riconosce il professore - hanno compiuto un errore nel non prevedere che, un giorno, si sarebbe venuta a creare una situazione del genere. Solo avendo in mano dei dati e dei conteggi concreti e precisi, si può discutere ed impugnare i motivi per cui le cooperative non vanno tartassate».