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ARTICOLO 18/ Dai sindacati la firma che mette fine al rischio “articolo 8” della manovra

La Confindustria e i sindacati confederali (Cgil, Cisl, Uil e Ugl) stamattina hanno firmato in via definitiva l’accordo sui contratti raggiunto lo scorso 28 giugno

Luigi Angeletti, Susanna Camusso e Raffaele Bonanni (Foto Ansa) Luigi Angeletti, Susanna Camusso e Raffaele Bonanni (Foto Ansa)

La Confindustria e i sindacati confederali (Cgil, Cisl, Uil e Ugl) stamattina hanno firmato in via definitiva l’accordo sui contratti raggiunto lo scorso 28 giugno. Il fatto è importante, come ha sottolineato il Segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, perché mette fine a tutte le polemiche riguardanti l’articolo 8 della manovra finanziaria e il sospetto che potesse inficiare le tutele previste dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che resteranno quindi pienamente valide, dato che tutti i sindacati appaiono concordi nel non voler trattare questo punto. Stessa linea quella tenuta dal Segretario generale della Uil, Luigi Angeletti.

In effetti anche Susanna Camusso, Segretario generale della Cgil, ha spiegato che la firma di oggi vuol essere anche un chiaro messaggio al governo: la contrattazione è materia dell’autonomia della parti; l’articolo 8 della manovra finanziaria non è la strada con cui si costruiscono le relazioni industriali.

Confindustria ha invece sottolineato che dopo questa firma tutte le strutture dei sindacati aderenti dovranno adeguarsi a quanto concordato. Forse un implicito riferimento alla Fiom, la federazione dei metalmeccanici della Cgil che si è mostrata molto critica rispetto a questo accordo che prevede la possibilità di derogare a un contratto collettivo nazionale di lavoro. In effetti, Giorgio Cremaschi, Presidente del comitato centrale della Fiom, ha fatto sapere che la firma apposta dalla Cgil, avvenuta senza consultazione interna, costituisce una violazione dello Statuto e pertanto non impegna l’organizzazione. Cremaschi è quindi tornato a chiedere le dimissioni di Susanna Camusso e ha spiegato che si impegnerà nella disobbedienza organizzata nei confronti di questo accordo.

Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha spiegato che il Governo apprezza la firma di oggi, in particolare per quel che riguarda la rappresentanza e il criterio della maggioranza per far sì che gli accordi siglati possano essere validi erga omnes: un’evoluzione importante per il sistema delle relazioni industriali italiane nella direzione auspicata da tutte le autorità sovranazionali.