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PENSIONI/ Uomini e donne, "vittime" di una discriminazione al contrario

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Si tratta ora di rispondere alla domanda posta all’inizio: sono ancora valide le ragioni che hanno giustificato finora la differenza di trattamento e che ancora oggi pongono una forte resistenza alla parità specialmente da parte delle donne? Accantonata la presunta maggiore fragilità del sesso femminile, che credo nessuna donna sarebbe disposta a riconoscere, e l’idea dell’invecchiamento precoce, restano e sono le più importanti, le ragioni della conciliazione delle esigenze di lavoro con la cura della famiglia, ma nel caso del pensionamento dovrebbero essere meno rilevanti perché il peso della famiglia quando i figli sono ormai maturi e hanno una vita propria incide meno sulla possibilità di dedicarsi proficuamente all’attività lavorativa; in realtà, molto spesso ancora oggi gli anziani e gli invalidi nelle famiglie sono affidati alle donne, senza contare il lavoro da nonna per consentire alle figlie di lavorare. E resta anche il fatto che spesso la cura della famiglia nella vita di una donna ha condotto a un doppio lavoro che può aver pesato sulla sua salute, producendo l’esigenza di un riposo anticipato.

In realtà, la conciliazione dei tempi di lavoro e di cura della famiglia non può essere risolta con il pensionamento anticipato, sarebbero necessari altri provvedimenti e altri interventi molto più significativi a favore della famiglia in generale, ma è un’abitudine in Italia che il sistema previdenziale supplisca alle deficienze di altri sistemi, ma i conti ormai non lo permetteranno più.

Sul piatto della bilancia occorre mettere le conseguenze sul piano sociale del mantenimento di questa differenziazione; infatti, si produce non solo una spesa maggiore e una disuguaglianza fra uomini e donne di cui si è già detto, ma anche fra donne di diversa età e questo aumenterà ancora il gap generazionale fra anziani molto garantiti e i giovani, che godono di molte minori garanzie sia per il lavoro che per il futuro pensionistico e sui quali ricadono gli oneri finanziari delle pensioni.

Un correttivo è stato individuato recentemente con un anticipo della riforma al 2014 nel D. L .n. 138 del 2011, convertito in legge n. 148 del settembre 2011, ma, a mio parere, i problemi non sono risolti.

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