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PENSIONI/ Olivelli: non ci sono ragioni per rinviare. Se non quelle della politica…

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Una sorta di calmiere sociale: «per porre rimedio a quelle situazioni di indigenza o semi-povertà cui non si riusciva a far fronte in altra maniera. La gente che lavorava in campagna, ad esempio, era abbastanza scontato che la ottenessero». Tuttavia, metter mano a questi trattamenti previdenziali, sarebbe tutt0’altro che sufficiente. «L’unica strada da percorrere è quella dell’aumento dell’età pensionabile e dell’allineamento di quelle femminile a quelle maschili. La riforma è già stata fatta, negli anni ’90. Tuttavia, si applicava a chi iniziava a lavorare il primo gennaio del ’96. I suoi effetti, quindi, non si sono ancora prodotti. Occorre che qualunque nuovo provvedimento sia esecutivo fin dall’immediato». 

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