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MANOVRA/ Cazzola: derogare ai contratti nazionali fa bene alle imprese

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E' così? "Io credo che, fermo restando che la reintegra deve rimanere nel caso di licenziamento discriminatorio, o per motivo di matrimonio, i sindacati possano essere abilitati a prevedere certi casi in cui ci sia solo il risarcimento del danno anche nella fattispecie in cui ora è prevista la reintegra. Penso a casi particolari in cui si dovessero trovare certe fabbriche: situazione di crisi, o la possibilità di avere investitori dall'estero. Negoziare questi aspetti può essere oltremodo utile per i lavoratori".

La critica che è stata mossa oggi dalla Cgil è che si sia toccato l'articolo 18: "L'articolo 18 non è l'undicesimo comandamento che Dio ha dato a Mosè sul Monte Sinai. Il lavoratore, come garantiscono le organizzazioni internazionali del lavoro, ha il diritto a una tutela ma non è detto che questa sia la reintegra. Essa dev'essere derogabile". Ne approfittiamo per chiedere al professore un suo parere su un'altra norma di cui si è discusso oggi, l'introduzione del SuperInps: "Sono molto cauto al proposito, faccio notare che in realtà si è aperto un percorso possibile ma non si è ancora deciso di farlo. Oggi il cammino verso la semplificazione dei soggetti previdenziali è già avanti, non escludo ci possa essere un ente pensionistico unico, ma sarei perplesso a unire tutto in un solo ente: preferisco un ente pensionistico e un ente infortunistico".

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