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Lavoro

SCIOPERO/ È andato in piazza il "sindacato" dei garantiti e delle occasioni perse

L'Italia è in crisi? Si sciopera (Imagoeconomica)L'Italia è in crisi? Si sciopera (Imagoeconomica)

La visione che sottosta a quest’intervento normativo, infatti, presuppone un sindacato che sta nelle aziende, sul territorio e che è in grado di legare efficacemente i diritti e le aspettative dei lavoratori con quelli della produttiva e dello sviluppo d’impresa. Un sindacato che sappia fare la sua parte a supporto di una riforma del mercato del lavoro che, peraltro, l’Europa ci chiede con forza.

Infatti, come la maggioranza dei giuslavoristi italiani non fa fatica a riconoscere, la norma prevista dal decreto legge 138 del 2011 non stravolge in nessun modo il nostro mercato del lavoro reintroducendo la possibilità di licenziare in piena libertà e riducendo le tutele dei lavoratori.

Viene al limite prevista, previa intesa sindacale sottoscritta dalle associazioni dei lavoratori maggiormente rappresentative e sulla base di un criterio maggioritario, la possibilità di derogare alla normativa ed alla contrattazione collettiva in vigore non solo in materia di assunzioni e licenziamenti ma anche, ad esempio, in termini di orario di lavoro o di classificazione ed inquadramento del personale. Un’intesa che deve essere finalizzata, è opportuno ricordare, sebbene a titolo meramente esemplificativo, alla maggiore occupazione, agli incrementi di competitività e di salario o alla gestione delle crisi aziendali e occupazionali. 

In materia di licenziamento i più autorevoli commentatori ritengono, inoltre, che la deroga non possa andare oltre la possibilità di valutarne le conseguenze e prevedere il mero risarcimento  economico in luogo della reintegrazione del posto di lavoro come già oggi accade per la grande maggioranza dei lavoratori italiani che non sono coperti dall’ombrello dell’art. 18.

Insomma sembra che anche ieri la Cgil abbia perso un’altra buona occasione per dimostrare che un altro sindacato, che preferisce stare a fianco, veramente, dei giovani e degli outsider del mercato del lavoro e non dalla parte dei garantiti o a difesa di un mondo del lavoro che non c’è più, è possibile.

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COMMENTI
08/09/2011 - Viva gli "anziani" (Mariano Belli)

Va bene stare dalla parte dei giovani, ma perchè dalla parte degli "anziani" non ci deve stare nessuno? Che male vi hanno fatto? Non siamo persone anche noi, spesso con famiglie a carico? I giovani non dovrebbero prendersela con i lavoratori dai capelli grigi, bensì con quella (intera) classe politica che ha rovinato il Paese indebitandolo sino al collo (In Ungheria vogliono perseguirli penalmente per lo stesso motivo) e quasi azzerando in tal modo i necessari investimenti per lo sviluppo. Le stesse aziende farebbero bene a riconsiderare il tesoro di esperienze che gli stessi over50 hanno accumulato negli anni, prima disfarsene allegramente al solo fine di risparmiare sulla manodopera...

 
07/09/2011 - Occasione persa? (claudia mazzola)

Ho tanti amici e conoscenti, credetemi nessuno di loro è contento della manovra in questione, eppure sono andati tutti al lavoro.