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Lavoro

SCIOPERO/ È andato in piazza il "sindacato" dei garantiti e delle occasioni perse

Ieri c’è stato lo sciopero della Cgil, imitata dal Pd, contro la manovra. Secondo GIANCAMILLO PALMERINI un’occasione persa per dimostrare che un altro sindacato è possibile

L'Italia è in crisi? Si sciopera (Imagoeconomica)L'Italia è in crisi? Si sciopera (Imagoeconomica)

Un altro mondo è possibile, un’altra manovra è auspicabile e certamente possibile, ma permettetemi di dire che anche un altro sindacato è possibile.

Lasciando cadere nel vuoto gli auspici all’unità che, ormai quotidianamente, il Presidente Napolitano avanza a tutte le parti politiche e sindacali, la “solita” Cgil scende in piazza per manifestare, a prescindere, contro.

Una piazza intollerante, che fischia quando la segretaria generale nomina le altre grandi organizzazioni sindacali di questo paese, non è certo un bello spettacolo e non aiuta quella comunione di intenti che dovrebbe informare l’azione sindacale a prescindere dalle proprie specificità e sensibilità politico culturali. Altresì Cisl e Uil sono “condannate” perché  ree, secondo i militanti e la classe dirigente della Cgil, di essere timidi nella loro azione e asserviti ad un governo quasi antropologicamente contro i lavoratori.

Un sindacato diverso è quello che chiede con coraggio una profonda riforma delle pensioni. Una sorta di nuovo patto intergenerazionale a favore dei giovani che adegui il sistema previdenziale alle, fortunatamente, sempre più rosee aspettative di vita. Un sindacato veramente riformista è quello che, insieme a tutte le regioni, a prescindere dal colore politico, e le parti sociali, firma un’intesa per rilanciare quell’eccezionale strumento di placement per i giovani che è l’apprendistato.

Un sindacato più moderno e diverso è quello, tornando alla più stringente attualità, che accetta la scommessa della valorizzazione del contratto di prossimità.

Sulla norma inserita all’art. 8 dell’ennesima manovra correttiva di questa lunga estate per il nostro paese, quella che recepisce gli accordi Fiat ed il nuovo modello di relazioni industriali frutto dell’accordo del 28 giugno scorso, si scaglia, infatti, più duramente la segretaria della Cgil Susanna Camusso. Per la Cgil questa norma rappresenta, infatti, il tentativo di neutralizzare l’art. 18 e con esso tutto lo Statuto dei lavoratori del 1970. Un colpo al cuore stesso, si sostiene, della Costituzione repubblicana fondata, appunto, sul lavoro.

Un sindacato diverso, responsabile ed autenticamente riformista avrebbe dovuto, altresì, cogliere al volo l’opportunità che la norma offre per rilanciare con forza un nuovo protagonismo del sindacato nella società globalizzata.


COMMENTI
08/09/2011 - Viva gli "anziani" (Mariano Belli)

Va bene stare dalla parte dei giovani, ma perchè dalla parte degli "anziani" non ci deve stare nessuno? Che male vi hanno fatto? Non siamo persone anche noi, spesso con famiglie a carico? I giovani non dovrebbero prendersela con i lavoratori dai capelli grigi, bensì con quella (intera) classe politica che ha rovinato il Paese indebitandolo sino al collo (In Ungheria vogliono perseguirli penalmente per lo stesso motivo) e quasi azzerando in tal modo i necessari investimenti per lo sviluppo. Le stesse aziende farebbero bene a riconsiderare il tesoro di esperienze che gli stessi over50 hanno accumulato negli anni, prima disfarsene allegramente al solo fine di risparmiare sulla manodopera...

 
07/09/2011 - Occasione persa? (claudia mazzola)

Ho tanti amici e conoscenti, credetemi nessuno di loro è contento della manovra in questione, eppure sono andati tutti al lavoro.