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Lavoro

LAVORO/ Come fare bene un CV in tempo di crisi

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I giovani in gamba oggi devono dimostrare di “avere fame”: fame di sapere, fame di esperienza, sana curiosità, disponibilità al sacrificio, umiltà nelle prime esperienze di lavoro, convinzione e tenacia, voglia di capire, di ascoltare e di imparare. A un colloquio di lavoro ci si presenterà, dunque, anche con un abbigliamento adeguato, senza però esagerare, ma evitando i pantaloncini, anche se fa caldo. Su una cosa oggi siamo tutti d’accordo: i posti di lavoro non si creano per decreto legge, né sono una manna dal cielo. Né si possono più scaricare sul debito pubblico i cosiddetti “lavoratori socialmente utili”.

I giovani devono farsi convinti che si devono conquistare un posto di lavoro, che se lo devono meritare. Oltre quella prassi, in uso in particolare nella pubblica amministrazione, che ha imposto l’idea del “ruolo” come “posto fisso” a prescindere dal merito, dalla qualità del proprio servizio, dalla disponibilità a farsi carico del “bene comune”. Un posto fisso cioè senza nessuna “etica della responsabilità”. La crisi ci sta dicendo che quest’epoca di assistenzialismo sta finendo. Nel frattempo sta riemergendo la richiesta di una nuova mobilità sociale non più su scala nazionale, ma globale. È la nuova “società aperta”.

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