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LAVORO/ Trecentomila posti a rischio. Bagnasco: Coesione per evitare tensioni sociali

Allarme disoccupazione: sarebbero trecentomila i posti di lavoro a rischio di cui quasi quarantamila a rischio immediato. L'appello del cardinale Bagnasco

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Il 2012 si apre con il grido di allarme delle parti sociali, sindacati in primo piano. Grido di allarme che trova comunque riscontro anche in ambienti governativi come il ministero dello Sviluppo economico. Ci sarebbero infatti 230 tavoli aperti di contrattazione che interessano un totale di 300mila lavoratori a rischio per crisi aziendali. Il rischio immediato di perdita del lavoro riguarda sin da subito una cifra di 40mila lavoratori. Secondo il ministero, i posti a rischio effettivo sono tra i 30 e i 40mila. Ma di quali lavoratori e di quali settori si tratta? Sono quelli che operano nei settori dei trasporti, del tessile, delle telecomunicazioni e anche quelli del settore automobilistico. In crisi sono molte aziende dunque che hanno problemi sempre più pressanti nel riuscire a ottenere accesso al credito, con ripercussioni anche su aziende che invece si trovano meno in difficoltà. Pesa poi il ritardo dei pagamenti tra impresse pubblica amministrazione così come il problema dell'internalizzazione e della crescita dimensionale. Il ministero promette azioni concrete sin da subito su queste ultime due problematiche. Per il segretario della Cgil Susanna Camusso questo quadro richiede una azione urgente da parte del governo: il rischio potrebbe essere un serio aumento della tensione sociale. Occorre un piano per il lavoro, ha aggiunto, perché questa secondo Camusso è la vera urgenza. "Nei prossimi mesi la recessione avrà un impatto duro sull'occupazione e sui redditi. Il rischio che cresca il conflitto sociale man mano che cresce la disuguaglianza è reale" ha detto ancora. E proprio sul tema della tensione sociale e crisi del lavoro è intervenuto anche il cardinale Angelo Bagnasco impegnato oggi in convengo pubblico della Comunità Sant'Egidio sul tema della Giornata mondiale della pace. Parlando con i giornalisti a margine dell'evento, ha detto che per evitare tensioni sociali che spera non debbano coagularsi occorre una maggiore coesione. Inoltre è necessario essere più positivi e mettere in evidenza il bene le cose belle, le possibilità e frenare invece la cultura del sospetto che non porta a nulla. "Spero che le tensioni non si coagulino" ha detto Bagnasco, "se ci mettiamo insieme nello sforzo e nella fatica di costruire dei ponti nuovi, di cambiare mentalità su certe cose e creare più coesione, sia nel lavoro, sia nella società, a tutti i livelli".