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ARTICOLO 18/ L’esperto: sopra i 50 dipendenti, benefici per imprese e occupazione

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Va da sé che una legge non può fare miracoli; gli effetti benefici si potranno determinare a patto che «ci sia lavoro e sviluppo, il che non dipende certamente in primis dall'articolo 18, ma da uno slancio e un'iniziativa reale di tutti i soggetti coinvolti, imprese, lavoratori e sindacati, prima che da nuove norme legislative. Nella stessa prospettiva della modifica dell'ambito di applicazione dell'articolo 18 credo sia da intendere anche l'altro provvedimento, attualmente allo studio del Governo, teso ad agevolare l’aggregazione delle piccole imprese». Per le microimprese con meno di 16 dipendenti, del resto, reintegrare i dipendenti che, magari dopo 2 o 3 anni, hanno vinto una causa di licenziamento, è sempre alquanto difficoltoso. «In quest’arco di tempo può capitare che i rapporti si siano logorati a tal punto da determinare un clima che rende estremamente problematico, una volta attuato il reintegro, collaborare con efficacia. Inoltre, anche nel corso di pochi anni capita sempre più spesso che l’organizzazione del lavoro abbia subito delle modifiche tali da rendere estremamente difficoltoso trovare al dipendente reintegrato una postazione adatta». 

Ricollocarlo in un ambiente aziendale più ampio, quindi, risulterebbe meno traumatico, sia per l’azienda che per il dipendente. Resta da approfondire quanto sia legittimo introdurre un simile cambiamento, che avrà un grande impatto su molte imprese, per mezzo di un Decreto Legge. «Dal punto di vista tecnico, trattandosi di legge ordinaria, lo è. Sarà, poi, il Parlamento, in ogni caso, a decidere se convalidare o meno la legge nei successivi 60 giorni». Tuttavia, «per fare un Decreto legge - conclude Pozzoli - sarebbero necessari i requisiti di necessità e urgenza. Difficile sostenere che, dopo 42 anni dall'approvazione dello Statuto dei lavoratori, non si possano aspettare alcuni mesi prima di varare una legge ordinaria con un normale percorso parlamentare. Ma anche questi consolidati principi costituzionali sembrano di questi tempi venir meno in nome di altri e superiori "interessi di Stato"».

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