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ARTICOLO 18/ Cazzola: vi spiego il "giallo" della norma che terrorizza i sindacati

Il tavolo tra governo e sindacati (Infophoto) Il tavolo tra governo e sindacati (Infophoto)

La norma, rispetto all’ambito sul quale intende incidere, va bene così. Ma riguarda un caso del tutto particolare, relativo alla fusione e all’aggregazione delle piccole imprese. Credo, invece, che sul fronte dell’articolo 18, considerato integralmente, andrebbe fatto di più.

 

Cosa?

 

Andrebbe salvaguardata  solamente la condizione della giusta causa. Il licenziamento per motivi economici, quindi, rientrerebbe nella disciplina dei licenziamenti collettivi che prevede un percorso negoziale. Si potrebbe stabilire, altresì, una sovra-liquidazione nel caso di licenziamenti economici laddove il lavoratore decidesse di non fare causa. 

 

E sul fronte delle tutele necessarie per controbilanciare il superamento dell’articolo 18?

 

Sarà necessario, contestualmente, dare forma a una serie di norme che consentano di affrontare il problema nella sua complessità. Attraverso la revisione delle norme sulle assunzioni e sui licenziamenti, politiche attive del lavoro, servizi dell’impiego più efficienti, e maggior tutela della disoccupazione

 

Tornando alla norma contenuta in bozza: non crede che, così com’è formulata, creerebbe nel tempo discrepanze inaccettabili? Ovvero: aziende con più di 15 dipendenti e meno di 50 per le quali non è prevista l’applicazione delle tutele dell’articolo 18; e aziende che fanno parte del regime precedente alla norma, per le quali sono previste. Se lo scopo è quello di facilitare la crescita delle imprese, non sarebbe meglio che la norma avesse valore solo per un certo numero di anni successivi alle aggregazioni?

 

Effettivamente, è così. A questo punto, la soluzione migliore, sarebbe la proposta di legge firmata da Marco Beltrandi e appoggiata dal sottoscritto. È intitolata “Disposizioni per la sperimentazione triennale in deroga alle norme sulla reintegrazione nel posto di lavoro” e prevede di innalzare a 30 il numero di dipendenti oltre il quale scatta il divieto di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo. Si tratterebbe di una sperimentazione della durata di tre anni e si riferirebbe a tutte le aziende.  

 

Cosa ne sarà del provvedimento del governo?


COMMENTI
13/01/2012 - Mah! (Mariano Belli)

Questo sig.Cazzola proprio non lo capisco. Ha inveito tanto contro l'art.18 ed ora pensa che la cosa più giusta sia quella di abolirlo solo per le aziende fino a 30 dipendenti. Parla di religione laica...ma che è pur sempre preferibile a quella del suo dio denaro....parla di programmi di governo, quando nel programma di governo del suo PDL l'abolizione dell'art. 18 proprio non c'era, mentre c'erano tanti altri impegni con gli elettori (me compreso, pensate un pò) largamente disattesi. Non c'è che dire, un degno esponente del PDL!