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Lavoro

IL CASO/ L’accordo tra sindacati e impresa che fa crescere il lavoro

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Quello che è interessante in questa situazione è che, rispetto ad altre, nel percorso che ha coinvolto sindacato e impresa per la determinazione di tutto il processo non è avvenuto solo il tradizionale confronto dal punto di vista sindacale, ma anche una vera e propria adesione a un lavoro di ricerca che è stato messo in campo coinvolgendo tutte le realtà presenti all’interno dell’azienda. Di questi tempi è poi facile fare paragoni con tutta la vicenda Fiat che conosciamo bene, ma se andiamo a vedere da vicino questo tipo di esperienza, ci accorgiamo che si tratta di una costruzione cresciuta nel tempo che ha portato alla definizione di accordi aziendali, alla costituzione di un welfare aziendale e a un livello di confronto dove si è arrivati alla risoluzione dei problemi attraverso il coinvolgimento dei lavoratori.

 

Lei ha detto che nel settore della moda questo tipo di accordi non rappresentano un’eccezionalità: ma allora cosa ci vuole per sperare in accordi di questo tipo anche negli altri settori lavorativi?

 

Credo che una politica che tenga conto anche delle esigenze partecipative abbia bisogno di alcuni elementi qualificanti: uno di questi è certamente l’affidabilità reciproca tra le varie parti, perché decisioni di questo tipo non nascono da un giorno all’altro, ma sono il frutto di scelte e relazioni che si costruiscono ovviamente nel tempo. Se non si crea il giusto rapporto tra azienda e lavoratori, con l’arrivo del primo problema si creeranno immediatamente numerosi attriti, e bisogna tener conto che la prima cosa da analizzare quando c’è una modifica di orario del turno è proprio il disagio che si può arrecare ai lavoratori. Quindi, se non si hanno atteggiamenti di coerenza da parte di tutti i soggetti coinvolti, è chiaro che il rapporto si fa molto più complicato, e se le varie posizioni non riescono a trovare un terreno comune dove confrontarsi e risolvere i problemi aziendali, allora è normale che il singolo lavoratore tenderà a individuare solamente ciò che non va.



(Claudio Perlini)

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