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Lavoro

RETROSCENA/ Così "l’asse" Bombassei-Marchionne può cambiare il lavoro (e Confindustria)

Alberto Bombassei (Foto Imagoeconomica)Alberto Bombassei (Foto Imagoeconomica)

Credo che Bombassei pensi a una riduzione del peso dei contratti nazionali e punti decisamente sulla contrattazione aziendale. È su questo punto che viene in mente il collegamento con la linea di Marchionne. Questo, con la dovuta flessibilità nei rapporti, potrebbe essere una svolta nella storia delle relazioni industriali in Italia. Ma il compito di Bombassei non è semplice. Difficile comprendere nella “platea” degli industriali italiani quanti siano d’accordo con Sergio Marchionne e quanto giovi a Bombassei il collegamento con il manager italo-canadese.

 

Beh, presentandosi come “collegato” a Marchionne, difficilmente Bombassei potrebbe vincere la sua partita. Nella stessa Assolombarda, che è decisiva in simili vicende, ci sono marcate differenze.

 

Bombassei ha voglia da tanto tempo di fare il presidente di Confindustria. È un bravo imprenditore e un uomo molto prudente, quindi sa benissimo che deve gestire una “presunta vicinanza” e nello stesso tempo deve sapersi smarcare per dare rassicurazioni generali e fare il presidente di tutti. Per questo la partita di Bombassei è tutt’altro che semplice.

 

Come si potrebbe collocare politicamente Alberto Bombassei, a quale forza politica attuale si riferirebbe? Glielo chiedo perché è sempre stato difficile inquadrare il “signor Brembo”.

 

È molto coperto, molto schivo. Anche dopo qualche contatto personale di rappresentanza non si riesce a configurare politicamente. Lo si può ricordare critico, in alcune circostanze, con il Governo Berlusconi, ma anche con i Governi di Romano Prodi. Non pare che ci siano collegamenti di alcun tipo con la politica. In questo ricorda molto Marchionne, che alla fine dice tutto e non dice nulla, ma guarda soprattutto agli interessi aziendali, alla sua visione. Sono entrambi sfuggenti in un certo senso su alcuni punti. Nelle relazioni con i sindacati Bombassei è contrario alla linea della Fiom, ma non a quella della Cgil. È un personaggio complesso.

 

Potrebbe essere importante questa collocazione così lontana dalla politica?

 

Risposta difficile. Anche Giorgio Squinzi sembra sempre uno legato a Berlusconi, amico intimo di Fedele Confalonieri. Ma in questo momento, paradossalmente, Squinzi potrebbe essere il candidato migliore per la Cgil. In realtà, in gioco ci sono questioni di prestigio e di linea complessiva, che poi possono essere riferite a posizioni politiche. Ma in un momento come questo, con le trattative sulla riforma del mercato del lavoro, con i passaggi che si devono affrontare per la crisi che viviamo, alla fine se Bombassei fa una “svolta flessibile” nel mondo delle relazioni industriali, sarebbe il candidato più in linea con la politica del Governo di Mario Monti.

 

(Gianluigi Da Rold)

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