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Lavoro

PROPOSTA/ Loy (Uil): da tasse e pensioni può cominciare la "virata" di Monti

Luigi Angeletti, Raffaele Bonanni e Susanna Camusso (Foto Imagoeconomica)Luigi Angeletti, Raffaele Bonanni e Susanna Camusso (Foto Imagoeconomica)

Oltre a tanti altri strumenti messi in campo per il Mezzogiorno, per le donne, per i lavoratori più a rischio, chiediamo con forza anche di rivedere le recenti norme pensionistiche, che stanno procurando danni consistenti a moltissime persone: ci riferiamo a quelle tante persone che hanno visto allontanarsi l’età di pensionamento, ma sono sostanzialmente o già espulse o a rischio di espulsione dal lavoro. Chiediamo quindi al governo una flessibilità nell’attuazione della riforma pensionistica per andare incontro a situazioni di grave disagio sociale, spesso monoreddito, e che ora rischiano di rimanere in quel “guado” tra il lavoro e la pensione.

Qual è il tema principale che la Uil ha voluto far emergere?

Abbiamo spinto molto sul tema fiscale, la lotta all’evasione e una più equa distribuzione: il nostro è un Paese che si regge sull’esportazione, con tante imprese di prima linea e a livello europeo, ma attualmente questa ricchezza non è sufficiente a far ripartire la crescita. Proprio per questo il nostro timore è una recessione dovuta al fatto che la gente consuma di meno, non cambia l’automobile, non va al cinema e non compra un libro, che quindi di fatto deprime i consumi. Per questo abbiamo proposto con forza il tema fiscale, mentre l’altra questione riguarda la flessibilità, alla quale non siamo assolutamente contrari, ma siamo dell’idea che la buona flessibilità vive e opera solo se si scaccia via quella cattiva, cioè tutte quelle tipologie malsane come le collaborazioni e i tirocini. Ogni sindacato ha cercato naturalmente di evidenziare diversi argomenti, ma c’è una sostanziale convergenza su tutti.

 

(Claudio Perlini)

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