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Lavoro

PROPOSTA/ Loy (Uil): da tasse e pensioni può cominciare la "virata" di Monti

GUGLIELMO LOY, Segretario Confederale Uil, spiega i principali temi presenti nel documento unitario varato con Cgil e Cisl che lunedì i sindacati esporranno al premier Mario Monti

Luigi Angeletti, Raffaele Bonanni e Susanna Camusso (Foto Imagoeconomica)Luigi Angeletti, Raffaele Bonanni e Susanna Camusso (Foto Imagoeconomica)

«Con questo documento cerchiamo di portare all’attenzione del governo due principali questioni: innanzitutto lo sviluppo e la crescita del Paese, perché le ultime manovre economiche sono state sostanzialmente inesistenti su questo tema. Quello che temiamo è che senza sostenere la possibilità di uno sviluppo, il Paese si troverà costretto ad affrontare altre manovre per contenere i problemi di bilancio dello Stato». Guglielmo Loy, Segretario Confederale Uil, comincia a spiegare così i principali temi presenti nel documento unitario varato con Cgil e Cisl che lunedì i sindacati esporranno al premier Monti a Palazzo Chigi. 

Cosa significa quindi per la Uil la parola “crescita”?

Crescita significa rivedere un sistema fiscale sbagliato, iniquo e che non sostiene il consumo delle persone a reddito fisso, quelle che hanno pagato maggiormente la crisi in questi anni. Crescita significa anche liberalizzazione e razionalizzazione del nostro sistema produttivo che ruota intorno anche alle imprese pubbliche, locali e nazionali: parlo di liberalizzazioni vere, e non di un semplice passaggio dal monopolio pubblico a quello privato.

Su quali altre proposte puntate?

L’altra grande questione riguarda naturalmente l’occupazione, sia per tutte quelle persone che entrano nel mondo del lavoro per la prima volta e per quelle che invece riescono a rientrare in caso di espulsione a causa della difficoltà delle imprese, sia sul piano della difesa delle tutele, per chi rischia o per chi ha perso il lavoro. Le proposte presenti nel documento sono semplici, equilibrate e cercano di rispondere anche alla questione della flessibilità.

Si spieghi meglio

Non escludiamo che le imprese vadano sostenute per favorire la nuova occupazione, ma crediamo che vi siano strumenti a basso costo con un regime di tutele più che dignitoso che vadano valorizzati, a partire dall’apprendistato, combattendo quelle forme impure e oscure di lavoro, denominato precario, in cui non esistono tutele. Abbiamo quindi indicato strumenti adeguati al bisogno delle imprese per far sì che allarghino la base occupazionale.

E sulle pensioni?