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Lavoro

CARCERI/ Mosca (Pd): aiutare i detenuti fa risparmiare lo Stato

Produzione di caffè in carcere (Infophoto)Produzione di caffè in carcere (Infophoto)

È vero che negli ultimi anni si era registrata un'assenza delle aziende disposte a investire sui carcerati? Quello che propone la legge può essere un incentivo sufficiente a farli tornare?

 

È un incentivo significativo, perché c'è un credito di imposta per le aziende che si impegnano ad affidare lavoro ai carcerati. Dire quanto questo potrà attrarle è difficile. Realtà molto attive come quella che opera nel carcere di Padova, o come quella di Bollate, sono casi molto isolati.

 

In che senso?

 

Nella maggior parte delle carceri c'è purtroppo una situazione di enorme difficoltà da parte delle aziende a poter collaborare con le case circondariali o con le carceri. In questo senso, questa legge ha il merito anche di riportare l'attenzione su questa questione con l'auspicio che le aziende siano attratte a trovare nuovi modi di collaborazione puntando su questi incentivi.

 

In questa proposta di legge c'è anche un prolungamento dell'attività lavorativa del carcerato.

 

Esattamente: il carcerato ha diritto a 24 mesi di lavoro dopo la scarcerazione. È importante che ci sia questo collegamento con il periodo immediatamente successivo alla scarcerazione. La cosiddetta recidiva, il periodo immediatamente successivo alla scarcerazione, di solito interviene entro i sei e i dodici mesi.

 

Dunque un aspetto anche educativo di questa legge, che permette di non abbandonare i carcerati che tornano in libertà. Il periodo immediatamente successivo alla scarcerazione è infatti giudicato il più a rischio.

 

Certamente. Infatti, è risaputo che oltre il 68% dei detenuti appena scarcerati torna a delinquere entro i primi tre o sei mesi dalla scarcerazione. Dar e loro la possibilità di continuare a lavorare e percepire uno stipendio è sicuramente una risposta contro questa situazione.

 

Diverse persone criticano il fatto che lo Stato investa dei soldi per persone condannate per atti criminosi.