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Lavoro

NORDEST/ Se 64 imprese su 100 chiedono soldi alle banche per colpa dello Stato

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Qui emerge la situazione in tutta la sua complessità. Possiamo dire che i due terzi delle imprese, che si rivolgono alle banche per nuovi finanziamenti, lo fa per ragioni di cassa. E qui si apre tutta la questione sui crediti che vantano le aziende, anche e soprattutto nei confronti dello Stato. Stimiamo che la percentuale dei due terzi è circa il 64 percento delle imprese del Nord Est. Ma c'è un'altra percentuale, che è di grande interesse. C'è il 52 percento delle imprese che chiede finanziamenti per fare nuovi investimenti, per innovarsi, per sapere affrontare meglio il mercato. Questo vuol dire che il sistema produttivo del Nord Est reagisce, non si rassegna di fronte alla crisi. Questa percentuale è aumentata rispetto al periodo del 2009.

Lei mi sta dicendo che la grande parte di queste aziende del Nord Est, nonostante la crisi, nonostante i maggiori oneri nel reperire finanziamenti dalle banche, reagisce, non si rassegna.

Guardi che avevamo già fatto un monitoraggio su questa reazione delle aziende. Qui si continua a fare impresa e non ci si rassegna. Secondo quel monitoraggio, i due terzi degli imprenditori del Nord Est avevano già fatto investimenti per innovare le proprie imprese.

Come giudicate, sinora, l'azione che sta facendo il Governo? Come giudicate i provvedimenti che sono stati presi fino ad ora?

E' evidente che questi provvedimenti hanno bisogno di tempo per produrre degli effetti positivi. Posso dire che nel Nord Est è stata accolta bene la riduzione dei tempi per ottenere i crediti che lo Stato deve alle aziende. Questa è stata una autentica boccata d'ossigeno. Per il resto questa grande zona produttiva ha bisogno di uno Stato che la accompagni, che la favorisca soprattutto in un periodo come quello in cui stiamo vivendo.

(Gianluigi Da Rold)

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