BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

PENSIONI E CONTRATTI/ Santini (Cisl): ecco cosa chiediamo a Monti

InfophotoInfophoto

La questione per noi è ancora aperta e ci sono in particolare tre problemi molto seri da affrontare. Il primo riguarda le persone che in virtù di accordi collettivi o individuali sono stati o si sono licenziati o si trovano in mobilità e che hanno fatto conto di andare in pensione con le vecchie regole. Si tratta di oltre 100.000 persone che ora si trovano senza lavoro e senza la possibilità di andare in pensione nei tempi previsti. Bisognerà fare in modo che per loro valgano le vecchie regole, così da evitare un dramma sociale. C’è poi il problema delle pensioni di anzianità dei lavoratori precoci.

 

Ci spieghi di che cosa si tratta.

 

Si tratta di persone che hanno iniziato a lavorare molto presto, quando ancora minorenni. Dopo aver versato 42 anni di contributi, se andranno in pensione a 58 anni avranno una decurtazione del 6%. Ma qual è la loro colpa? Aver lavorato per 42 anni? Questa penalizzazione andrà quindi tolta, anche perché la trovo difficilmente compatibile con la Costituzione.

 

Qual è il terzo problema aperto in tema di pensioni?

 

Riguarda il fatto che con l’innalzamento dell’età pensionabile a 64 anni quest’anno non uscirà più nessuno dal mercato del lavoro, mentre di solito c’è un turn over che garantisce circa 100.000 nuovi posti. Questo vuol dire che in un anno in cui avremmo bisogno come l’acqua nel deserto delle assunzioni, non potranno farle neanche le aziende che vanno bene perché i loro dipendenti non andranno in pensione. Bisognerà quindi fare in modo che l’aumento dell’età pensionabile diventi più graduale.

 

(Lorenzo Torrisi)

© Riproduzione Riservata.