BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

PENSIONI/ Ricongiunzione e totalizzazione: come calcolare l'assegno

Il calcolo dell'assegno pensionistico per chi nel corso degli anni ha fatto ricorso a gestioni previdenziali seprate e diverse tra loro. Il cumulo gratuito alternativa alla ricongiunzione

Foto InfoPhotoFoto InfoPhoto

Riforma previdenziale, grande punto interrogativo che a qualche settimana dal suo varo ancora preoccupa gli italiani. A parte le decisioni specifiche come ad esempio l'allungamento del periodo lavorativo, la riforma delle pensioni presenta ancora punti da individuare, approfondire e capire. Come il calcolo di tutti i periodi lavorati, per chi nel corso della sua vita lavorativa ad esempio si è trovato a sottostare a regimi contributivi diversi dettati da differenti gestioni previdenziali e differenti datori di lavoro. Chi ad esempio si è affidato a speciali fondi contributivi legati alla propria categoria di lavoro. Nel decreto approvato nella cosiddetta manovra di Natale intanto è da sottolineare la norma che ha eliminato il minimo di tre anni per accedere alla totalizzazione dei contributi come invece accadeva precedentemente. In tal modo è possibile mettere insieme i contributi versati in gestioni previdenziali diverse. Se infatti non vengono unificati, essi non danno diritto alla pensione. Si tratta allora, come si dice tecnicamente, di "totalizzare" i singoli periodi: ogni singola gestione verserà dunque la quota di pensione a suo carico. Per tutti i casi questo calcolo dei periodi contributivi diversi si farà con il metodo contributivo. C'è una eccezione ed è quella relativa a quando il lavoratore arriva al diritto autonomo alla pensione. I contributi verranno "valorizzati" (lo spiega oggi in un articolo sulla questione Il Sole 24 Ore) con il metodo oggi in carica e cioè quello pro rata. L'articolo de Il Sole fa però notare a questo punto che la riforma del governo Monti non si è occupata di coloro che hanno carriere lavorative discontinue o segmentate. Per costoro è necessario il metodo della ricongiunzione: il lavoratore potrà allora far fruttare i contributi versati nel corso della sua vita. Si tratta di coloro che hanno accrediti in gestioni previdenziali diverse, ad esempio l'Inpgi dei giornalisti. Una volta fatta la ricongiunzione presso l'ente previdenziale definito di destinazione verranno liquidati come se si fossero versati sempre presso questo ente. Ed ecco la differenza tra ricongiunzione e totalizzazione: nel primo caso non è necessario far ricorso al metodo contributivo, verranno dunque applicate le regole di calcolo vigenti quando i contributi venivano versati. E' poi da tener conto che dal 30 giugno 2010 la ricongiunzione nel fondo pensioni lavoratori dipendenti Inps è possibile solo a titolo oneroso con un versamento decisamente alto che può arrivare a diverse migliaia di euro. E' possibile pagare in una cifra unica o a rate e addirittura in alcuni casi si può ottenere una trattenuta sulla pensione stessa. Si tratta in pratica di gestioni sperate con quelle dei lavoratori Inpdap, dei fondi speciali ferrovie, del volo, degli elettrici e dei telefonici.