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Lavoro

J'ACCUSE/ 2. Angeletti (Uil): la Camusso sbaglia, polemica inutile

Susanna Camusso (Foto Imagoeconomica)Susanna Camusso (Foto Imagoeconomica)

Credo che sia necessario fare una cosa molto concreta. O meglio occorrono più cose. Nell’ordine elencherei: liberalizzazioni; riduzione dei costi della politica, che non significa solo riduzione degli stipendi dei parlamentari; riduzione delle tasse sul lavoro; riduzione del costo del lavoro. Se non si alzano i salari, se non si ridurrà la pressione fiscale, infatti, non ci sarà alcuna spinta ai consumi, non si andrà da nessuna parte. È evidente che tuto questo non si ottiene gratis, ma comporta l’uso di risorse da reperire. Queste potrebbero arrivare sia dalla diminuzione dei costi della politica, sia da una seria lotta all’evasione fiscale. Se non si imbocca questa strada non si va da nessuna parte e dietro all’angolo c’è la recessione con tutto quello che comporta.

 

Mi lasci fare un ragionamento sull’equità della manovra del Governo Monti. Le banche oggi possono di nuovo avere liquidità. Il Governo garantisce le loro obbligazioni e le banche possono rivolgersi alla Bce. Ma il credito per le imprese e le famiglie è ancora scarso e forse lo sarà per i prossimi tre mesi. Siete preoccupati per il futuro delle imprese italiane?

 

Le cose stanno esattamente come dice ed è evidente che siamo preoccupati. Non dimenticandoci che l’equità di cui si parla è spesso zoppicante, come in questo caso. Le banche sono anche loro imprese. Il peso della manovra, alla luce di queste considerazioni, lo sopportano di più proprio i soliti noti. Ed è certo che tutto questo lo faremo ben presente al Governo. Mi permetto io un ragionamento, una considerazione che vedo che nessuno fa.

 

Dica.

 

I parlamentari stanno discutendo sul fatto di percepire una stipendio adeguato alla media europea. E si sono anche resi conto che non è affatto semplice. Ma se dobbiamo prendere la media europea come metro di misura per tutto, perché non parliamo anche di prezzo medio europeo della benzina, di pensione sulla base della media europea? Non si può ragionare sempre a senso unico, per alcune occasioni, dimenticandoci poi la sostanza di tutta la questione italiana.

 

In vista degli incontri tra governo e sindacati si torna a parlare di articolo 18. Ma è davvero così decisiva e importante questa norma? Quanti sono i casi in cui viene utilizzata?

 

L’anno scorso noi ne abbiamo contati 120. Diciamo che tutta la polemica sull’articolo 18 è un falso bersaglio. È inutile attaccarsi a questioni di principio che alla fine eludono i veri problemi. In questo momento bisogna andare al cuore del problema, che è la difesa del lavoro, la riduzione delle tasse sul lavoro, la riduzione della pressione fiscale, altrimenti di quale crescita parliamo?

 

(Gianluigi Da Rold)

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