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Lavoro

J'ACCUSE/ 2. Angeletti (Uil): la Camusso sbaglia, polemica inutile

Aumentare i salari e ridurre la pressione fiscale sarebbero misure da mettere in atto per contrastare la recessione cui l’Italia va incontro. LUIGI ANGELETTI ci spiega come poterlo fare

Susanna Camusso (Foto Imagoeconomica)Susanna Camusso (Foto Imagoeconomica)

I sindacati sono alla vigilia del confronto con il Governo. In questi giorni di inizio anno i problemi dell’occupazione, del lavoro, della produttività, quelli di un’autentica questione sociale che si profila all’orizzonte, sono stati al centro del dibattito, cominciando dal discorso di fine d’anno del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Si parla di un momento cruciale relativo a questo confronto, un’autentica “svolta” per il Governo dei tecnici di Mario Monti. Il momento non è certo sereno, anche perché i sindacati hanno parecchie cose da mettere sul tavolo. Tensione c’è persino sui metodi e sui modi del confronto. Luigi Angeletti, Segretario generale della Uil, cerca di evitare queste formalità e guarda alla sostanza, al nocciolo della questione.

La Cgil ha posto il problema degli incontri bilaterali tra Governo e singoli sindacati, cui è contraria. Lei che cosa ne pensa?

Francamente questa polemica mi sembra eccessiva. I sindacati faranno prima una discussione tutti insieme e credo che mai come in questo momento saranno uniti nel porre questioni fondamentali e rivendicare i diritti dei lavoratori italiani. Non stiamo a fare questioni di principio o di forma che non vanno alla sostanza delle cose. Quando il Governo ci chiamerà ognuno di noi si presenterà nel modo che riterrà opportuno. In questo momento, ripeto, non è la forma, ma la sostanza che conta. E io credo che sia durante il confronto che dopo troveremo una piattaforma unitaria, perché la situazione che stiamo vivendo è carica di incognite. Abbiamo bisogno di farci tutti gli auguri a vicenda per questo 2012, che sarà un anno difficilissimo.

La Uil, attraverso un comunicato, ha apprezzato le dichiarazioni del Presidente della Repubblica, sia nel discorso di fine d’anno, sia per il riferimento all’accordo del 28 giugno scorso che alla riforma degli ammortizzatori sociali.

È vero. Gli interventi di Giorgio Napolitano in questi giorni sono stati molto importanti, soprattutto quello relativo al richiamo dell’accordo del 28 giugno, che non riguarda solo produttività, salari e altre cose che sono state riportate. C’è un punto di quell’accordo che, evidentemente, la stampa italiana ha dimenticato di leggere oppure se lo è dimenticato. Non lo vedo mai citato, non se ne parla affatto. Ma è un punto cruciale, importantissimo, perché c’è scritto che sulle questioni relative ai rapporti tra imprese e sindacati, le parti si impegnano a trovare un accordo comune, un accordo su tutte le regole. Trovo che questa sia una strana dimenticanza.

In una situazione come questa, che vede molte persone, tra cui il Presidente della Repubblica, preoccupate per la situazione sociale, pensa che sia necessario arrivare a un Piano nazionale del lavoro?