BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

IL CASO/ I "lavoratori" dimenticati da governo e sindacati

Foto ImagoeconomicaFoto Imagoeconomica

Il Governo si è persuaso che la strada possa essere il contratto unico di Ichino o la proposta Boeri-Garibaldi? Se lo crede proceda in tempi brevi. I sindacati dicono che la soluzione è il rilancio del contratto di apprendistato appena ammodernato? Rinnovino o integrino i contratti collettivi in questo senso per affermare definitivamente l’apprendistato professionalizzante e si mettano al tavolo con le Regioni per attivare finalmente il primo e il terzo livello. Il Ministro del lavoro è convinto che il superamento dell’articolo 18 comporti maggiori opportunità occupazionali? Convochi al più presto le parti sociali per dialogare con le componenti sindacali più riformiste e strutturare un’ipotesi concreta di intervento.

L’impressione, però, è che sotto sotto sia per tutti meglio affrontare il problema solo dialetticamente, nei salotti televisivi o nelle sale dei convegni. Il timore mai detto, negato, ma evidente, è che un potenziamento delle politiche attive per i giovani corrisponda a un indebolimento delle rendite di posizione (tanto quelle dovute e meritate, quanto quelle odiose) di chi già lavora. Non è vero. L’esperienza comparata ce lo dimostra: la Germania, l’unico Stato europeo che ha accresciuto l’occupazione complessiva lo scorso anno, ha un tasso di disoccupazione giovanile tra i più bassi del Continente.

Non c’è una ricetta magica per creare occupazione. Le diverse proposte legislative di cui si parla tanto ultimamente vendono un’idea sbagliata: nessun posto di lavoro si crea per decreto. D’altra parte la legge può facilitare le assunzioni e incentivare la propensione ad assumere dei tanti imprenditori che, nonostante la crisi, hanno ancora voglia di rischiare e scommettere sulle capacità della propria azienda. Il mezzo più agile, già pronto, affermato in tutta Europa e coerente con quello che hanno scoperto le principali istituzioni internazionali durante la crisi (formazione concreta e in assetto lavorativo=minore disoccupazione giovanile) è quello del contratto di apprendistato. L’ingresso dei cosiddetti outsider nel mercato del lavoro deve ripartire da qui.


COMMENTI
09/01/2012 - Il problema è la globalizzazione (Mariano Belli)

Finchè le imprese non torneranno a investire da noi, lavoro non ve ne sarà , è tanto chiaro. Porre fine alla globalizzazione, alla dislocazione delle nostre imprese all'estero, alla concorrenza sleale, al furto del copyright, all'immigrazione straniera. Questo dovrebbero fare i nostri strapagati e venduti politici, ma non lo fanno....perchè va contro certi interessi, e allora si accaniscono sul popolo, fino a che lo distruggeranno.

 
07/01/2012 - si dovrebbe ,ma.... (Alberto Speroni)

per certe scelte occorre una coscienza nazionale che esisterebbe solo se ci fosse una coscienza di popolo ....,non so se ci fù mai ma oggi, certo,NON C'E'!