BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

IL CASO/ Chrysler e Fiat, la “lezione” sul lavoro che l’Italia non ha imparato

Infophoto Infophoto

Ma poiché come italiano anch’io trovo più facile la strada del benaltrismo e l’elencazione di quello che ci sarebbe da fare, salvo poi non farlo, questa volta voglio soffermarmi su un tema che in fondo sta dietro a tutto questo. Si tratta dell’incapacità di scegliere e una volta scelto portare la propria azione fino alle sue ultime conseguenze. Il nostro è un paese di equilibrismi. Si sceglie, ma poi si decide di bilanciare tutto. Ad esempio, nell’università si è fatta una riforma, ma quando diventa nuovo Statuto di una specifica università deve essere annacquata, così non sapremo mai se era una cattiva riforma come alcuni pensano o una buona riforma come pensano altri

L’incapacità di scegliere ha radici in un’incapacità di prendere impegni di medio-lungo termine che sarebbe necessaria, visto che ogni scelta è interdipendente e non si può pensare di cambiare senza scontentare qualcuno. Questa incapacità è anche un bell’alibi della politica e di tutta la società. E più vivo negli Stati Uniti più ho la sensazione che il filo che accomuna questa incapacità sia la mancanza di percezione di un destino comune, di quella interdipendenza senza la quale l’Italia non esiste, ma non esistono nemmeno le sue componenti: il Nord senza il Sud, la città senza la campagna, i giovani senza i vecchi e così via. Così il gioco diventa quello di stare dal lato che nella crisi soffre di meno o addirittura prospera, senza riconoscere l’importanza di trovare un asse minimale per affrontare le difficoltà.

È la grande lezione di Chrysler rispetto a Fiat (anche se sia detto per chiaro, io sono convinto che Fiat se ne andrà dall’Italia quando possibile e lo sostengo da diversi anni, al contrario di un ex ministro che incontrai qualche anno fa a Novara, convinto che Fiat non potesse vivere senza l’Italia…), ma è una lezione che sul tavolo delle relazioni industriali in Italia nessuno ha voglia di imparare.

© Riproduzione Riservata.