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Lavoro

PENSIONI/ Esodati. Proietti (Uil): un fondo può "salvarli" con 5-6 miliardi

Permetterebbe di coprire in toto il costo di 6 iliardi fino al 2019. E' stato l'art. 1 del ddl Damiano a far parlare di esborsi fino a 30 miliardi. Parla DOMENICO PROIETTI

Vittorio Grilli (Infophoto)Vittorio Grilli (Infophoto)

Quanto costa al governo Monti salvare gli esodati? C’è chi dice 30 miliardi di euro (oltre ai 9 sbloccati per i primi 120 mila "salvaguardati") e c’è chi dice non più di 5 o 6. Comunque sia, l’importo totale non è da stanziare in blocco, bensì da spalmare su più anni da qui al 2019, la data entro la quale la riforma delle pensioni targata Elsa Fornero sarà entrata definitivamente a regime, cancellando del tutto il vecchio sistema dalla memoria degli italiani. Anche da quella degli esodati, le persone che oggi, per effetto delle nuove norme di legge e per aver usufruito di scivoli alla pensione concepiti quando vigevano le norme precedentemente in vigore, si trovano (o si troveranno a breve) a non avere né un lavoro, né una pensione su cui poter fare affidamento. Mentre è di ieri la notizia che la Ragioneria generale dello Stato ha bocciato, perché privo dell’adeguata copertura finanziaria, il ddl Damiano, che alla questione degli esodati voleva dare una soluzione definitiva cambiando la riforma Fornero. Per capirci qualcosa di più abbiamo chiesto un parere a Domenico Proietti, segretario confederale della Uil con delega alle Politiche fiscali e previdenziali.

Finora è stato raggiunto l’obiettivo di salvaguardare 120mila esodati, un terzo circa del totale (350 mila secondo le stime più attendibili). Ma ci sono cattive notizie per tutti gli altri: la relazione della Ragioneria ha detto che il ddl Damiano manca della adeguata copertura finanziaria...

Il problema è l’articolo 1 del ddl che prevede la possibilità di andare in pensione con le vecchie regole e di usufruire di una pensione che sarebbe ridotta del 40%, cosa che non piacerebbe a nessun pensionato. Una norma che oltretutto determinerebbe anche un aggravio insostenibile per lo Stato e da qui la critica della mancata copertura dei costi. Noi questa norma nemmeno l’avevamo chiesta. È stata inserita raccogliendo una proposta del ministro Fornero. E comuque l’articolo 1 è uno di quelli che si possono stralciare dal testo facendo in modo che il costo dell’operazione sia di molto inferiore e compatibile con i conti. Ma quello che è importante è che la commissione dei capigruppo che abbiamo incontrato ieri abbia dato disponibilità a continuare sulla strada seguita finora. 

Va bene, ma il problema della copertura finanziaria resta aperto.

Una soluzione potrebbe essere quella di utilizzare adesso una parte di risorse accantonate dal 2006 per i lavori usuranti ma mai impiegate perché la relativa delega è stata attuata solo l’anno scorso, con cinque anni di ritardo: si tratta di alcune centinaia di milioni di euro l’anno che possono essere girate agli esodati. Poi non dobbiamo dimenticare che non tutti gli esodati resteranno senza  "copertura" già l’anno prossimo o nel 2014. Il costo della messa in sicurezza va spalmato fino al 2019. Se c’è la volontà del Parlamento si può far un buon lavoro.

E c’è questa volontà?

C’è grande attenzione al tema esodati da parte del Parlamento. Se fossimo rimasti fermi al discorso del ministro Fornero, quando diceva che gli esodati erano solo poche decine di migliaia, non ne saremmo ancora usciti. Ma siccome c’erano delle ragioni per sostenere che gli esodati erano diverse centinaia di migliaia, il Parlamento ha fatto cose positive e il Governo le ha accettate. Pensiamo che sia il Governo a dover collaborare col Parlamento per trovare una soluzione a questa drammatica vicenda.

Ma quanto costerà? Si è parlato appunto di 30 miliardi.