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IDEE/ Dalla “chimica” quattro formule per raggiungere la Germania

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Per quanto riguarda la produttività, piuttosto rilevante sembra essere l’impegno rivolto allo sviluppo della contrattazione decentrata, in particolare di tipo aziendale, ritenuta essenziale al fine di sviluppare efficacemente politiche di competitività delle imprese anche mediante interventi in materia di organizzazione del lavoro, orario di lavoro e modalità di espletamento della prestazione lavorativa. Sarà inoltre possibile, previo accordo delle parti in ambito aziendale, posticipare l’erogazione delle tranche di aumento dei minimi contrattuali prevista dal contratto collettivo nazionale fino a sei mesi. Ciò rappresenta una novità nel panorama delle relazioni industriali. Inoltre, sempre per stimolare la produttività del lavoro, è consentito realizzare a livello aziendale, specifiche intese in deroga alla regolamentazione del Ccnl, fatti salvi gli aspetti connessi ai minimi contrattuali e ai diritti irrinunciabili. In questo ambito, è stata anche prevista la possibilità di agevolare l’ingresso dei giovani con normative specifiche, anche economiche.

Si tratta di spunti importanti per una buona concertazione finalizzata al rilancio della competitività delle imprese italiane. Il negoziato che porterà a un nuovo accordo sulla produttività è quindi iniziato; c’è da dire che in questo momento ci sono importanti discussioni in atto anche su altri contratti, come quello dei metalmeccanici. L’obiettivo di fondo rimane quello di ridurre il gap con la Germania, arrivato addirittura a 20 punti.

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