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Lavoro

SCIOPERO CGIL/ La Fornero "rovina la piazza" alla Camusso

Susanna Camusso (Infophoto)Susanna Camusso (Infophoto)

Non si può, tuttavia, negare che molte cose sono state fatte in questi ultimi dodici mesi per tenere dritta la barra dei nostri conti pubblici, presupposto per ogni ipotesi di rilancio del Paese. Un’attenzione quasi ossessiva alla credibilità internazionale e alla bontà dei nostri bilanci rappresenta infatti per il Governo la pietra angolare su cui poter costruire le strategie della crescita. Non sembra, tuttavia, opportuno chiedere, come fa la Cgil, nuovi interventi relativi alle politiche per l’occupazione e del mercato del lavoro. Solo pochi mesi fa, infatti, è stata licenziata dal Parlamento un intervento di complessivo riordino normativo in questa delicata materia.

La “Riforma Fornero” opera, infatti, innovazioni, anche significative, rispetto al precedente quadro regolatorio. Sebbene, infatti, alcune disposizioni, quali quelle sulla flessibilità in entrata, siano state approvate tra molte perplessità è doveroso, prima di ulteriori interventi correttivi, monitorare per un congruo lasso di tempo le loro ricadute in termini di efficienza e di equità.

In questa prospettiva il primato del lavoro lo si promuove, prima di tutto, garantendo un quadro di riferimento il più possibile chiaro e stabile che aiuti a valorizzare al meglio le opportunità presenti per i lavoratori e per le imprese, in particolare quelle legate al potenziamento e allo sviluppo del capitale umano. Una moderna difesa del lavoro, quindi, che sia declinata al futuro e guardi all’Europa abbandonando la strategia della sterile difesa di un affascinante ed esotico “villaggio del lavoro” che risulta effimera e incapace di offrire risposte concrete ed efficaci alle difficili sfide del nostro presente.

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