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IDEE/ Il contratto "a termine" che batte il precariato

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La stessa questione della “soluzione di continuità” (il cosiddetto stop and go), con riferimento al periodo transitorio tra un contratto di somministrazione a termine e l’altro, non è stata risolta dalla riforma Fornero e tale incertezza non facilita l’applicazione della disciplina e non agevola gli stessi lavoratori che possono trovarsi costretti a un periodo di “non lavoro” obbligato, tra un contratto e l’altro. Evidentemente, va altresì ricordato che modifiche de jure condendo sul tema ci sembrano non poter prescindere da azioni di tutela e controllo sul corretto esercizio delle funzioni delle Agenzie, al fine di garantirne la professionalità e l’attenzione allo sviluppo delle competenze adattabili dei prestatori di lavoro evitando fenomeni patologici; ciò unitamente ad azioni di sensibilizzazione e informazione nei confronti di aziende e lavoratori, ancor oggi per cultura lontani dal riconoscerne le piene potenzialità e positività in termini di accesso e mantenimento del lavoro.

Siamo a un punto di svolta, siamo in un momento in cui le Agenzie sembrano davvero essere liberate da vincoli e possano realmente andare a crescere il nostro mercato del lavoro, apportandovi qualità e stabilità. È la vision che del resto ha animato la legge Treu del ‘97, ma prima ancora l’attività forense di Pietro Ichino (vedasi caso Job Centre e sentenza Corte Europea ‘97), oltre che la stessa legge Biagi del 2003.

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COMMENTI
24/10/2012 - esistono anche storture (francesco taddei)

si tutto molto bello basta però che l'azienda finito il periodo di apprendistato non sostituisca il lavoratore con altri apprendisti, facendo così macerare le persone in una giravolta di passamani senza prospettive di crescita e miglioramento.