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Lavoro

IL CASO/ Lo "strappo" che lascia i giovani senza lavoro

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E i giovani sentono di non essere fatti per accontentarsi, e hanno ragione. La loro è una stagione della vita che spalanca al mondo (anzitutto quello del lavoro, degli affetti, della vocazione, della famiglia, della società): le opportunità che frequentemente offriamo ai giovani – nel nostro Paese più che in altri – sono anguste, di corto respiro, frutto più di un calcolo conservatore e miope che di uno slancio in avanti, verso il futuro. 

Se non gettiamo lo sguardo oltre la «siepe che da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude» (Leopardi) non potremo offrire ai giovani e a noi stessi una ragione adeguata per lavorare, senza la quale svanisce quella passione, quel gusto creativo del lavoro che solo può rimettere in movimento la vita delle persone e della società. Per ricominciare, attraverso la crisi (facendo di essa una provocazione, non un’obiezione), a crescere noi e far crescere i nostri figli. 

 

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