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CUNEO FISCALE/ Il "finto" taglio che svuota le tasche agli italiani

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La riduzione di un punto del cuneo fiscale equivale a poco più di due miliardi di euro e dunque molto meno dell’effetto della riduzione dell’aliquota Irpef che vedeva un effetto di riduzione più che doppio, che verrebbe eliminata. Tuttavia la riduzione del cuneo fiscale avrebbe il vantaggio politico di far dire ai partiti che si sta andando in direzione di una diminuzione della tassazione del lavoro e al contempo potrebbero esserci maggiori risorse per eliminare la franchigia delle deduzioni e detrazioni che valevano oltre un miliardo di euro. Ci sarebbe inoltre un altro miliardo di euro da utilizzare per eliminare altri tagli, quali ad esempio quello della scuola. Una soluzione accettabile?

È giusta l’idea di riduzione di un punto del cuneo fiscale, ma è al contempo troppo poco. Bisogna inoltre considerare che l’aumento dell’Iva da solo sterilizza l’effetto di riduzione del cuneo e che nel complesso con questa manovra vi è un incremento della pressione fiscale (come evidenziato su queste pagine da Ugo Arrigo).

È una soluzione accettabile per la politica, ma molto meno per il contribuente che è arrivato ormai a un livello di tassazione che è più elevato di quello svedese, senza tuttavia avere gli stessi servizi.

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