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Giovani senza lavoro. Le agenzie private raccoglieranno la sfida

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Proprio per favorire questo passaggio di concezione e di uso più adeguato allo scopo, riteniamo che le Agenzie per il Lavoro potranno svolgere un compito di importanza sempre maggiore, contribuendo così alla creazione di figure professionali competenti, di valore, e per questo sempre più reimpiegabili. Come? Innanzitutto, l’intervento delle Agenzie può contribuire a diffondere in modo significativo, attraverso le reti commerciali di cui dispongono, l’importanza dell’apprendistato, sgravando altresì le imprese da compiti non core – quali le pratiche amministrative –, educandole ad un utilizzo della formazione più adeguato, e supportandole nella costruzione di percorsi di formazione legati al posto di lavoro ed in grado di generare valore in azienda. In secondo luogo, evolvendo esse stesse verso un ruolo più attivo nel farsi carico dello sviluppo della professionalità della persona, attraverso i rapporti di lavoro flessibili di cui le aziende hanno bisogno. Va sottolineato che ciò sarà tanto più possibile, quanto più queste saranno in grado di gestire i percorsi di sviluppo degli apprendisti. Da ultimo – ma non per questo meno decisivo – se le Agenzie sapranno interpretare correttamente il proprio ruolo di intermediari e di infrastrutture competenti sul territorio, potranno fornire un contributo insostituibile alle persone per la costruzione della propria occupabilità.

Molto importante per la sana crescita della diffusione dell’apprendistato è certamente anche l’emendamento del decreto sviluppo che ha introdotto una causale specifica per la somministrazione a tempo indeterminato (cd. staff leasing) di apprendisti in tutti i settori produttivi, riconoscendo finalmente il ruolo decisivo delle Agenzie per il Lavoro e dando loro la possibilità di supportare le aziende clienti nell’utilizzo di questo strumento.

Con questa enorme opportunità si apre oggi la sfida: la strada maestra, ora, esiste ed è percorribile. Quello che si poteva fare, a livello istituzionale e delle parti sociali, si è fatto.  Ciò che ora va dunque verificato è la capacità della comunità economica di interpretare in modo positivo questo istituto, in funzione di uno sviluppo qualitativo del mercato del lavoro. Riteniamo, infatti, che a queste condizioni l’apprendistato potrà rappresentare non solo uno strumento trasparente e rigoroso, non solo una forma di rapporto lavorativo equo tra le parti, ma anche, e soprattutto, un indispensabile driver in grado di favorire la crescita dei nostri giovani e la competitività delle nostre imprese.

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