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Lavoro

Giovani senza lavoro. Le agenzie private raccoglieranno la sfida

Il punto di Gi Group Accademy si focalizza sulle nuove possibilità introdotte dal conttratto di apprendistato. Le opportunità non mancano, basta saperle sfruttare. Di STEFANO COLLI-LANZI

(Infophoto)(Infophoto)

www.scolliniamo.it

Le attuali opportunità di utilizzo dell’apprendistato professionalizzante costituiscono indubbiamente una delle note più positive emerse dalla Riforma Fornero. E’ interessante, a questo proposito, notare come, in un momento di chiara difficoltà per il nostro Paese, si sia riusciti, almeno per quanto riguarda l’inserimento lavorativo, ad individuare con l’apprendistato una strada capace di mettere d’accordo tutte le parti in causa: una soluzione positiva, ottenuta non semplicemente limitando eventuali utilizzi distorti degli strumenti esistenti, ma piuttosto individuando una via maestra ed orientando al suo utilizzo attraverso adeguati incentivi normativi ed economici.

E questo, paradossalmente, modificando solo in minima parte, ed anzi raccogliendo l’eredità di quanto fatto dai precedenti governi, grazie ai quali vi erano già stati interventi preziosi come la semplificazione della materia – ottenuta con il Testo Unico – per proseguire con un’azione sui costi, giungendo poi, oggi, ad introdurre la possibilità di utilizzare, grazie alla recente Riforma, l’apprendistato in somministrazione.  In tal modo, da un lato, si sono limitati gli utilizzi fuorvianti dell’apprendistato, ma dall’altro, soprattutto, si è provveduto ad indicarne le possibilità virtuose, così che lavoratori, aziende ed Agenzie per il Lavoro siano posti nelle condizioni di far proprio e conferire rinnovato slancio a questo strumento, che si configura come l’autentica strada maestra per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.

Date queste premesse, è ora più facile ipotizzare che l’apprendistato sarà in grado, nei prossimi mesi, di diffondersi capillarmente in molte delle nostre aziende.

La normativa in sé, tuttavia, non basta: ora il compito di utilizzarne al meglio le opportunità esistenti è nelle mani degli operatori, chiamati in prima persona a dare il proprio contributo per il successo dell’apprendistato.

E di lavoro da fare, per superare l’errata concezione che vedeva nell’apprendistato un contratto flessibile e a basso costo, ce n’è davvero moltissimo. In realtà, è vero che questo istituto consente una riduzione dei costi, ma a condizione che si decida di investire una parte delle risorse in attività formative. Non è invece corretto pensare che l’apprendistato costituisca un elemento di flessibilità lavorativa – per la quale esistono altri strumenti ad hoc – tanto che esso è invece finalizzato ad un reciproco impegno azienda-lavoratore di medio-lungo termine, fino all’inserimento in azienda a tempo indeterminato della persona.