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RIFORMA LAVORO/ Così il Governo ha messo "in gabbia" imprese e giovani

Come si rilancia una buona riforma lasciata a metà? GIANNI ZEN qualche idea ce l'ha. Però occorrono - neanche a fare apposta - uomini che siano disposti a lavorarci un po' su

Elsa Fornero (Infophoto) Elsa Fornero (Infophoto)

Una delle cause della crisi della politica oggi, accanto alla degenerazione dell’etica personale e pubblica da parte di molti uomini politici, riguarda il fatto che non si discute sulla realtà, ma solo sulle intenzioni, sulle ipotesi di proposte, cioè sul quasi-nulla. Perché una cosa dovrebbe essere chiara a tutti: la realtà è criterio di se stessa. Tant’è che a poco servono, ormai, le promesse politiche, i sogni e le illusioni offerte quasi in termini di marketing. Abbiamo tutti bisogno, piuttosto, di capire come stanno le cose, cioè di verità e di realtà concrete.

Pensiamo al tema del lavoro. Tema che dovrebbe essere la punta di diamante del dibattito politico-elettorale. Al di là delle tante polemiche, dei quadri foschi a livello occupazionale e della condizione giovanile, vorrei dare il mio plauso a tutte quelle persone (politici, esperti, manager, sindacalisti) che stanno dando una mano per modificare il quadro di regolazione dei rapporti di lavoro. Nel privato come nel pubblico. Anche nel pubblico. Concordo su questo con il ministro Fornero, secondo cui la riforma del mercato del lavoro dovrebbe essere estesa al pubblico impiego.

In Italia è più difficile affrontare questi problemi. Per tanti motivi. Dati però alla mano, credo che non possiamo più limitarci alle sole buone intenzioni, nonostante la campagna elettorale già avviata. Tutti abbiamo cioè bisogno di verità, per capire tante cose. Mentre vedo, come per la richiesta di referendum sull’articolo 18 (più un simbolo che un dato normativo reale), che si preferisce guardare il futuro con lo sguardo rivolto al passato.

Che la riforma Fornero sia nata già vecchia, su tanti aspetti, anche questo mi pare un dato assodato. Il rilancio di un Paese, ancora troppo avvinghiato su cattive abitudini - quelle che hanno bruciato in pochi decenni la fatica dei nostri nonni producendo al contempo debiti e mancate opportunità per i nostri giovani in gamba -, implica coraggio e capacità di visione del futuro. Non so se questo serva a vincere nell’immediato le elezioni, ma di certo servirà a chi avrà la responsabilità di governare in positivo quei cambiamenti che servono per i nostri figli, i più penalizzati dal nostro immobilismo. Ovvio che, in questo quadro, il ricambio della classe dirigente che nell’ultimo ventennio ci ha governato non è solo un atto dovuto. Di più, una vera necessità. Però questo non basta. Servono idee e proposte. Oltre Monti, oltre i personalismi dei vari politici e gruppi politici.

Idee e progettualità, a dire il vero, non mancano mai. Il problema è che sono state sacrificate sull’altare delle carriere personali e dei troppi equilibri politici, sindacali, imprenditoriali, culturali. Ciò che invece è mancato, ciò che non è avvenuto è il superamento di quelle pregiudiziali ideologiche, ricordava Marco Biagi poco prima di essere ucciso, che sono la fonte di quelle continue tensioni sociali che alla fine quasi azzerano tutti i tentativi riformatori.


COMMENTI
07/10/2012 - Bastano 10 secondi per bocciare la riforma Fornero (Moeller Martin)

Ci viene deto che non dobbiamo permetterci di esprimere un parere sulla riforma Fornero senza attendere di vedere l'esito. Io dico che bastano 10 secondi per bocciarla: non aumenta la produttività e la competitività delle imprese. Come lo stesso ministro Passera ci ricorda ad ogni suo intervento, il rilancio della crescita dell'Italia passa forzatamente dall'aumento della produttività e, mon scordiamoci mai, che questo è il vero e unico motivo per il quale è stato insediato il governo Monti. Oltre a ciò, le modifiche che ha introdotto la riforma Fornero non solo non sono accettabili da parte di un governo tecnico non eletto, ma sono anche alla detta dei più assurde nei contenuti. Basta pensare che adesso il reintegro è addirittura previsto in caso di dimissioni del dipendente. Non è così? Aspettate di vedere i pretori all'opera e cosa sapranno 'inventarsi'.