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PENSIONI/ Esodati. Moffa: una soluzione è possibile per il 2014 e il 2015

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Esatto. Alla vigilia del summit europeo del 28 giugno, il Parlamento approvò la riforma del mercato del lavoro, affinché Monti potesse presentarsi ai partner comunitari con un testo in mano che dimostrasse la capacità dell’Italia di varare le riforme. In quell’occasione, il presidente del Consiglio si impegnò solennemente a far sì che nessuno rimanesse senza reddito da salario o da pensione a causa delle riforma delle disciplina. Il medesimo impegno, d’altro canto, fu assunto in Parlamento anche in occasione della riforma delle pensioni.

 

Concretamente, quindi, come crede che si procederà?

A partire da oggi, ritengo possibile, di anno in anno, allargare la platea di salvaguardati.

 

Intanto, sarebbe opportuno capire quanti esodati ci sono effettivamente.

 

Guardi, siamo stanchi dei balletti tra la Ragioneria di Stato, il ministero e l’Inps. E’ necessario affrontare seriamente il problema, capire in che termini si può risolvere e con che gradualità. Se non è possibile tutelare tutti e subito, si inizi da coloro che sono a rischio per il 2014 e per il 2015. Per gli anni successivi, di volta in volta si individueranno le risposte. Nella previsione che, con il tempo, i risparmi provenienti dai tagli aumenteranno. Credo che il Parlamento stia operando in maniera adeguata. Dobbiamo ricordarci che, tanto per cominciare, ha costretto la Fornero ad ammettere gli errori e trovare 55mila coperture in più rispetto a quelle previste.

 

Dall’iter che si inaugura oggi, che risultati si attende?

 

Mi auguro che venga trovata la copertura per tutto il 2014 e il 2015. A partire dal testo unico firmato e condiviso all’unanimità da tutta la commissione Lavoro.  

 

Che giudizio ha del decreto attuativo firmato da Grilli con i quale, di recente, è stata data operatività al salvataggio degli ulteriori 55mila esodati?

 

Si è trattato di un atto conseguente agli impegni che erano già stati assunti. 

 

(Paolo Nessi)

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