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PENSIONI/ Esodati. Moffa: una soluzione è possibile per il 2014 e il 2015

Oggi ha inizio l’iter parlamentare del ddl che poterebbe salvaguardare tutti gli esodati rimasti tali. SILVANO MOFFA ci spiega quali sono i risultati che ci si attende dalla discussione

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Gli occhi di migliaia di lavoratori sono puntati sulla Camera dove, oggi, inizia la discussione sul testo di legge che, se approvato, estenderà le deroghe alla riforma Fornero a un’ulteriore platea di esodati. Si tratta di persone che, dopo aver sottoscritto un accordo di fuoriuscita dall’azienda in cui lavoravano in cambio di un indennizzo che consentisse loro di mantenersi da lì all’accesso alla pensione, a seguito della riforma si trovano ora o rischiano di trovarsi in futuro, senza reddito e senza assegno previdenziale. Tra costoro, 120mila sono già stati “salvaguardati”; restano tutti gli altri. Resta, inoltre, da capire quanti sono. Secondo l’Inps, ne rimangono circa 170mila, secondo il ministero del Lavoro molti meno. In ogni caso, il testo all’esame di Montecitorio ha lo scopo di tutelarne il maggior numero possibile. Individuando, anzitutto, nei proventi dei giochi e delle lotterie le risorse necessarie. E qui iniziano i problemi. Pare, infatti, che i proventi già non siano sufficienti a soddisfare altri capitoli di spesa a cui erano destinati. Abbiamo chiesto al presidente della commissione Lavoro, Silvano Moffa, cosa ci si attende all’iter che si inaugura oggi.

Il vicepresidente della commissione, Giuliano Cazzola, ha affermato, su queste pagine, che servono almeno, da qui al 2019, 30 miliardi di euro per risolvere il problema di tutti gli esodati. Una cifra praticamente impossibile da recuperare…

Quando martedì disporremo della relazione tecnica e la commissione Bilancio si sarà pronunciata in merito, capiremo effettivamente a quanto ammontano le risorse necessarie. Fino ad allora, qualunque previsione sui calcoli mi sembra azzardata.

Pare, in ogni caso, che il gettito proveniente da giochi e lotterie sia già inferiore alle aspettative e, addirittura, non consentirà di coprire capitoli di spesa individuati in precedenza

Questo non significa che non si possano trovare soluzioni alternative, reperendo le risorse altrove. In tal caso, compete alla Ragioneria dello Stato indicare dove.

Con l’iter che inizia oggi, gli esodati rimasti possono quindi sperare di essere anch’essi tutelati?

Un confronto serio su questo argomento può portare a soluzioni ulteriori rispetto a quelle trovate con i precedenti interventi. D’altro canto, da parte del governo c’è stata una dichiarazione d’intenti volta a superare il problema.

Lo stesso Monti si era impegnato in tal senso.