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Lavoro

FIAT VS FIOM/ L'esperto: i 19 esuberi di Pomigliano? Ci vorrà un giudice per mettere fine alla "telenovela"

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Premetto che le azioni sindacali si sono sempre svolte fuori, attraverso gli scioperi dove in pratica vince chi resiste di più, ma anche dentro le aule giudiziarie: sia lavoratori che sindacati sono stati muniti di questa formidabile arma che va sotto il nome di articolo 28 (sulla Repressione della condotta antisindacale, ndr) che è stata determinante dal 1970 in poi nel rafforzare il sindacato. E' come negare l'evidenza dire che l'azione sindacale non riceve forza dalle tutele di legge, in particolare da quella giudiziaria. Detto questo, penso che il sindacato sia stato furbo e abile, ma vedremo se lo sarà ancora di più la Fiat: del resto, non siamo altro che a una nuova puntata di quella che ha preso i contorni di una telenovela che mostra l'incapacità di tutte le parti di trovare una soluzione.

Cioè?

Questa conflittualità è accentuatissima non solo fra Fiat e una parte del sindacato ma, sostanzialmente, non fa che sottolineare la spaccatura all'interno del mondo dei sindacati. Tutto questo non fa bene a nessuno: all'azienda, ai lavoratori e anche all'Italia.

Molti hanno criticato il silenzio del Governo e il ministro Passera che ha detto: “La mossa non mi è piaciuta, ma Fiat è un'azienda libera”. Davvero l'Esecutivo può fare qualcosa per tentare di sanare l'ennesima spaccatura?

Le parole del titolare del ministero dello Sviluppo Economico mi sembrano istituzionalmente corrette. La controversia è collettiva, ma non dimentichiamo che è di carattere privato: mi rendo conto che questa situazione sia degna della massima attenzione, ma, in questa fase e soprattutto su questo specifico episodio, è una questione fra Fiat e le Parti sociali in causa.

Il Governo, dunque, non può intervenire in nessun modo?

L'unico spazio di intervento è che l'Esecutivo tenti di far sedere intorno a un tavolo le controparti anche se non mi pare che né l'azienda, né i sindacati abbiano desiderio di farlo. Il Governo non può intromettersi nel merito della questione, perchè sarebbe interferire non solo in rapporti sindacali, ma, soprattutto, in controversie che riguardano i tribunali e, quindi, il potere giudiziario. L'ultima parola spetta al giudice.

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