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Lavoro

ESODATI/ Sciolto il nodo, copertura garantita: l'emendamento alla legge di stabilità

Ci sarebbe la soluzione al problema esodati. Annunciato un emendamento alla legge di stabilità che assicura le risorse necessarie per la salvaguardia della categoria

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Esodati, incubo finito? Il problema che sta tenendo il paese e la politica alla strette da lunghissimo tempo sembrerebbe infatti finalmente risolto. A dirlo è Pier Paolo Baretta, capogruppo Pd in commissione Bilancio della Camera e relatore del ddl stabilità. Cosa è successo? Secondo Baretta il nodo che non si riusciva a sciogliere tenendo governo e forze politiche e sindacali in continua polemica sarebbe risolto in questo modo: oltre ai cento milioni di euro già previsti, con i risparmi ricavati dai nove miliardi già stanziati per i primo 120mila salvaguardati, si riesce a coprire il buco mancante per i restanti. C'è però bisogno di una ulteriore verifica che verrà fatta al 30 settembre del prossimo anno. Se verranno a mancare i fondi necessari si interverrà penalizzando le pensioni più ricche. Secondo Baretta viene offerta finalmente una copertura ampia e risolutiva: i relatori, spiega, si sono assunti la responsabilità di chiudere la discussione e avviare la fase legislativa. Baretta si augura che camera e governo condividano il testo proposto. In pratica i soldi necessari per coprire gli esodati saranno prelevati dalle risorse già stanziate ma che non verranno utilizzate nei precedenti interventi. E' questo l'emendamento al decreto sulla stabilità che permetterebbe così di chiudere l'annoso problema. L'emendamento recita che se nel caso si verificasse l'esigenza di nuove risorse per salvaguardare gli esortai, allora si procederà facendo prelievi sul esenzioni più alte. Ecco quanto recita il testo dell'emendamento:  "Entro i successivi 30 giorni  con decreto di natura non regolamentare del presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali e con il ministro dell'Economia e delle Finanze, si provvede a individuare le necessarie risorse aggiuntive, a tal fine rimodulando nella misura necessaria l'indice di rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici di importo più elevato indicati dal medesimo decreto".