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Lavoro

SCIOPERO GENERALE CGIL/ Se il "no" della Camusso si trasforma in autogol

Susanna Camusso (Infophoto)Susanna Camusso (Infophoto)

La disoccupazione giovanile, che a Cipro raggiunge il 27%, in Grecia il 55,6%, in Italia il 35%, in Spagna il 54% e in Portogallo il 37,4%, ha toccato livelli inaccettabili. La situazione è ancora peggiore per le donne, i migranti e per gli altri gruppi soggetti a potenziali azioni di discriminazione nel mercato del lavoro. In questo quadro i giovani che riescono a trovare lavoro sono spesso precari e privi di una solida protezione sociale. Si pensi, a titolo meramente esemplificativo, all’eccessivo ricorso ai contratti a tempo determinato e all’uso fraudolento degli stage.

Si deve, tuttavia, sottolineare come la scelta dell’austerity sia stata, in maniera quasi paradossale, una non-scelta per paesi come il nostro che, ahimè, si portano sulle spalle un debito pubblico insostenibile e, per molti aspetti, inaccettabile. La sfida di oggi è quindi quella di saper andare oltre un semplice e populistico “no al rigore”. La scommessa per le classi dirigenti europee è infatti quella di saper trovare il giusto mix tra sostenibilità del bilancio pubblico e necessità di promuovere politiche per la crescita e lo sviluppo economico, secondo quelle indicazioni contenute nella strategia di Europa 2020.

Tutto ciò premesso, le manifestazioni di oggi ci aiutano a ricordare come, sempre più, la soluzione ai nostri problemi non sia da ricercare a livello nazionale ma si trovi, inevitabilmente, nella dimensione comunitaria. In questo senso, la scelta operata dalla Ces di proclamare uno sciopero “europeo” è certamente da apprezzare.

Prendere coscienza che è necessario mettere al centro delle decisioni che riguardano il nostro futuro l’Europa, però, non può e non deve trasformarsi in un europeismo solo di maniera. Questo processo necessita, infatti, che nel Paese si promuova e si sviluppi una profonda e seria riflessione sulle ragioni profonde che, ormai molti anni fa, fecero fare all’Italia la scelta coraggiosa e lungimirante di scommettere sull’Unione europea.

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COMMENTI
14/11/2012 - Gli scioperi dei lavoratori, e chi non lavora? (claudia mazzola)

Stamattina a Brescia due cortei sinistri hanno bloccato la città. Hanno lavoro e scioperano a dispetto di chi non ce l'ha. Grazie a Dio che non mi ha fatto comunista altrimenti mi toccava lavorare e scioperare, pensa te!