BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

CUNEO FISCALE/ C’è un "piano B" che può aumentare le buste paga

InfophotoInfophoto

Oltre al minor costo del lavoro, una soluzione così strutturata è adatta anche a diffondere il secondo livello di contrattazione, il più idoneo per negoziare soluzioni per una maggiore competitività. In questo disegno, carico di aspettative positive, stona forse il Decreto Interministeriale del 5 ottobre 2012, secondo il quale i datori di lavoro che entro il 31 marzo 2013 stabilizzeranno rapporti di lavoro a termine, di collaborazione coordinata (anche in modalità progetto) e di associazione in partecipazione che coinvolgono uomini con meno di 30 anni e donne di qualunque età, possono essere ammessi a un incentivo pari a 12 mila euro.

Beninteso: la misura è sicuramente positiva nell’ottica del sostegno all’occupazione giovanile e femminile. L’importo del beneficio è certamente capace di convincere molti datori di lavoro a procedere con l’assunzione. Ciò che invece pare fuori coro è la filosofia dell’intervento. La storia degli incentivi al lavoro ci insegna che tali fondi vengono prevalentemente utilizzati di chi avrebbe comunque assunto i lavoratori. Se questo è stato vero in passato, ancor più lo è ora, dopo la legge Fornero che ha messo all’angolo normativamente tutte le forme contrattuali diverse dal lavoro a tempo indeterminato.

Gli imprenditori che si trovano quindi nell’impossibilità di proseguire i rapporti di lavoro nelle modalità precedenti sono migliaia e da più parti il Ministero è pressato da richieste di normative speciali e previsione di eccezioni. La misura pubblicata il 5 ottobre finisce così per essere un alleggerimento degli effetti della riforma Fornero e, probabilmente, una prova indiretta dell’incapacità della legge 92 di comprendere il mercato del lavoro italiano.

È citata frequentemente l’affermazione del prof. Biagi circa l’impossibilità per un incentivo economico di correggere un disincentivo normativo. È la situazione attuale: se oltre a sostenere indirettamente l’entrata in vigore della legge Fornero non si avrà la forza di metterci mano nella parte dedicata alla cosiddetta flessibilità in entrata, questi fondi non potranno che avere effetti di breve termine che drogheranno il mercato del lavoro, senza però correggerne l’architrave e la solidità nel tempo.

 

Twitter @EMassagli

© Riproduzione Riservata.