BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Imprese e politica devono puntare sugli "under 30"

Nel nostro Paese il tema dell’occupazione giovanile è quanto mai attuale e urgente. STEFANO COLLI-LANZI ci ricorda l’importanza di strumenti come l’apprendistato

Infophoto Infophoto

www.scolliniamo.it

Affrontare il tema dei giovani, mentre si parla tanto - e non sempre a proposito - di produttività, è, oggi più che mai, essenziale. Nel nostro Paese, dove una sorta di paralisi storica ha condotto la maggior parte delle persone a fossilizzarsi più sull’idea del posto di lavoro fisso a tutti i costi - inalienabile a prescindere dai risultati - che sul problema del valore prodotto dal lavoro, il basso livello di produttività, ahimè, è ormai diventato un fattore endemico, quasi una malattia del nostro Sistema Paese.

Non solo: l’aumento della produttività viene correlato pressoché esclusivamente alla riduzione dei costi, quindi nel modo di concepirla si finisce per pensare solo alla riduzione del denominatore, anziché a come far crescere il numeratore, in grado di generare maggiore valore dal lavoro. Invece, se il Governo vuole davvero dare luogo a un progetto di sviluppo che agisca non solo nel breve ma anche nel medio-lungo termine, è necessario che investa sulla generazione di valore e, dunque, sui giovani.

Ma perché proprio sui giovani? In primis perché la loro maggiore duttilità consente più facilmente di condurli ad assumere compiti professionali necessari al mercato e imprescindibili se vogliamo generare valore nelle imprese e ridurre il mismatching tra domanda e offerta di lavoro presente nel nostro Paese. Secondariamente perché è possibile orientarli, già attraverso un valido percorso scolastico e professionale, ad acquisire competenze nuove; operazione, questa, certamente meno immediata nel caso di chi è più avanti nel proprio percorso lavorativo, nella propria storia personale. In quest’ottica, diversi potrebbero essere gli interventi da considerare, subito come in futuro: uno di questi è certamente un utilizzo più massiccio dell’apprendistato.

Oggi, infatti, l’apprendistato andrebbe finalmente veicolato e diffuso, così come andrebbero fatti meglio comprendere gli effetti positivi delle recenti normative, che ne hanno indubbiamente semplificato l’utilizzo e lo hanno reso disponibile anche attraverso il contratto di somministrazione. Certo, se il Governo volesse varare nuove misure mirate ad accrescere la produttività del sistema, potrebbe addirittura pensare ad ulteriori incentivi - anche solo temporanei - per far decollare l’utilizzo di questo prezioso strumento. Come?

Ad esempio, abbattendo il contributo del 10% che ancora grava per le aziende sopra i 10 dipendenti, così da ridurre il costo dell’utilizzo dell’apprendistato e dare nuovo e chiaro impulso al suo impiego per i giovani. In realtà, l’impianto legislativo è già pronto: sarebbero sufficienti, per la sua entrata in vigore, alcune circolari applicative da parte del Ministero e dell’Inps.