BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

ACCORDO PRODUTTIVITA'/ Damiano (Pd): il Governo sbaglia, la priorità per il lavoro è un'altra

Siglato l'accordo sulla produttività tra governo e parti sociali: non ha aderito la Cgil che lo contesta. Secondo l'ex ministro del lavoro CESARE DAMIANO le priorità sono altre

Foto Infophoto Foto Infophoto

No della Cgil all'accordo firmato da Parti sociali e Governo sulla produttività. Un obbiettivo lungamente seguito da Mario Monti, che ci stava lavorando dall'inizio dello scorso settembre, ma che vede grande esclusa la Cgil. Susanna Camusso ha infatti detto di no: l'accordo riduce i salari reali. Parere opposto da parte di Cisl e Uil che invece sostengono che l'accordo serve a dare forza ai salari. Unità sindacale nuovamente in crisi dunque. Ilsussidiario.net ha chiesto un commento all'ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano: «Personalmente ho sempre lavorato perché si giungesse ad accordi unitari: ha ragione il ministro Passera a dire che in momenti di crisi l'unità sindacale dovrebbe essere un valore, ma non mi sembra che questo Governo l'abbia favorita». 

Qual è il suo parere su questo accordo?

Non penso mai che un accordo separato sia in sé positivo. Personalmente ho sempre lavorato per accordi unitari. Naturalmente gli accordi vanno letti per quello che contengono, in questo caso anche io ho un dubbio come ce lo ha la Cgil circa il modello contrattuale che si sta costruendo.

Qual è questo dubbio?

Non riguarda uno spostamento del baricentro della contrattazione verso il contratto aziendale o territoriale, cosa sulla quale sono assolutamente d'accordo. La mia preoccupazione è la sostituzione del contratto nazionale con quello decentrato, una sorta di sovrapposizione non di sommatoria.

In che senso?

Nel senso che nazionalmente il salario di produttività si aggiungeva a quello di inflazione negoziato nel contratto nazionale. Non so se sarà così anche in questo caso.

Per cui non è lo stesso dubbio che ha Susanna Camusso, la preoccupazione che l'accordo riduca i salari reali?

No, non si tratta di questo, ma di indebolimento del ruolo del contratto nazionale, ovviamente anche per quello che riguarda il piano salariale.

Si è di nuovo rotta l'unità sindacale: quanto è grave questo secondo lei?