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Lavoro

ACCORDO PRODUTTIVITA’/ Ecco i punti dell’intesa firmata dalle parti sociali. Scheda

La parti sociali, tranne la Cgil, hanno firmato l’accordo sula produttività volto, sostanzialmente, a incrementare il potere della contrattazione decentrata si secondo livello

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La parti sociali, tranne la Cgil, hanno firmato l’accordo sula produttività volto, sostanzialmente, a incrementare il potere della contrattazione decentrata si secondo livello, specialmente pe le parti relative ai redditi, e non più in deroga ma invia ordinaria. Ecco di seguito i punti fondamentali indicati dall’accordo:

Viene chiesto, da parte di sindacati e imprese, al governo e al Parlamento, un impegno affinché venga stabilizzata la detassazione del salario di produttività per i redditi fino a 40mila euro (lordi).

Si ritiene che esistano le disponibilità per ridurre il cuneo fiscale del salario di produttività e che il sistema fiscale vigente disincentivi gli investimenti e le assunioni.

Si afferma che alla contrattazione collettiva nazionale spetta il compito di assicurare la certezza dei trattamenti economici e normativi comuni. Essa, in particolare, avrà il compito di salvaguardare il potere d’acquisto dei salari. Non si prevedono indicizzazioni automatiche, ma adeguamenti alle reali dinamiche economiche.

Il testo dell’intesa afferma che la contrattazione di secondo livello va potenziata al fine di aumentare la produttività:  «Per favorire questo processo è necessario, altresì, incrementare e rendere strutturali, certe e facilmente accessibili tutte le misure fiscali e contributive volte ad incentivare la contrattazione di secondo livello che collega parte della retribuzione al raggiungimento di obiettivi di produttività, di qualità, di redditività, di efficacia, di innovazione, di valorizzazione del lavoro, di efficienza organizzativa e altri elementi rilevanti ai fini del miglioramento della competitività del settore produttivo».

Si intende valorizzare i momenti di informazione e consultazione per coinvolgere i lavoratori nei processi in grado di aumentare la produttività lo sviluppo dell’impresa. A tal fine si cercherà di potenziare le forme di welfare contrattuale, e che i contributi versati per il welfare contrattuale «definiti dalla contrattazione collettiva nazionale e/o di secondo livello debbano beneficiare di un regime fiscale e contributivo di vantaggio, a partire dalla previdenza complementare». Si intende, infine, incentivare l’azionariato volontario dei lavoratori.

Entro l’anno in corso dovrà essere siglato un accordo che indichi le procedure attraverso cui misurare la rappresentanza, in modo da dare attuazione all’intesa del 28 giugno 2011.