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Dobbiamo tornare a investire sulle competenze

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Questo può avvenire smontando il principio dell’esclusività statale dell’erogazione del servizio scolastico pubblico - lasciando allo Stato la governance centrale -, e attivando un autentico sistema paritario, governato dallo Stato, capace di avvalersi sia della scuola pubblica che di quella privata per un’efficace proposta di valore: dove sia la famiglia a poter scegliere, a parità di costo, la migliore qualità di insegnamento. Occorre inoltre rendere stabili, sotto il medesimo modello di governance, anche i percorsi scolastici professionali che - come accade, ad esempio, nel sistema duale tedesco - devono consentire ai giovani di imparare quanto occorre, attraverso un’adeguata combinazione scuola-lavoro, senza che venga loro preclusa la possibilità di successivi percorsi di studio anche universitari.

Per facilitare, infine, il mondo delle imprese a dare il proprio contributo, può essere opportuno incentivare ulteriormente l’apprendistato, abbattendo del tutto gli oneri sociali e riducendo per legge i minimi retributivi previsti per gli apprendisti, così da spingere fortemente le imprese a farsi carico di progetti di medio-lungo termine, basati su forti investimenti formativi.

La strada che ci attende è dunque ancora lunga, ma questo Paese ha sempre dimostrato di riuscire a fare velocemente i passi che decide di compiere. Agire in modo deciso e repentino a favore dei giovani costituisce oggi una priorità assoluta, il punto di ri-partenza.

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