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DISOCCUPAZIONE RECORD/ Tiraboschi: per colpa della Fornero stop alle assunzioni

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La riforma Fornero è riuscita incredibilmente ad annullare tutte le conquiste del decennio passato, come le leggi Treu e Biagi, rispetto alle quali l’idea di un contratto temporaneo regolare era comunque meglio della disoccupazione. Siamo tornati a un punto in cui sembra quasi che al posto di un contratto temporaneo sia meglio l’assenza di opportunità di occupazione. Questo è un gravissimo errore in un mercato come quello italiano, a cui invece servono numerosi strumenti intermedi tra l’inattività e a stabilità del tempo indeterminato.

Come giudica invece l’azione sindacale sotto questo punto di vista?

Oltre ai contenuti tecnici della riforma Fornero, dobbiamo registrare sul tema del lavoro e delle pensioni anche una posizione politica molto chiara del governo che ha sostanzialmente ritenuto inutile l’interlocuzione con il sindacato, di fatto delegittimandolo. Monti ritiene la concertazione un disvalore, un elemento negativo, e credo che il sindacato sia molto stordito e disorientato da questa logica.

Perché?

Perché a livello centrale, quello delle politiche governative che poi sono quelle che aiutano la crescita e lo sviluppo, il sindacato ha di fatto perso ogni potere di interdizione e di influenza sul governo. Il fatto che poi sia stato raggiunto un separato accordo sulla crescita è la conferma di quanto sto dicendo.  

Che cosa possiamo davvero immaginare per invertire questa preoccupante rotta?

Come è stato già ampiamente detto, soluzioni miracolose non esistono. Dicevo però che a livello internazionale è maturata una convinzione molto forte, sviluppatasi lentamente anche nel nostro Paese, secondo cui il problema principale sia la disoccupazione giovanile. Per questo motivo è ormai diffusa convinzione che l’apprendistato sia lo strumento da utilizzare: il problema, almeno in Italia, è che al di là degli annunci nessuno è realmente intervenuto per mettere in funzione tale strumento, quindi ci ritroviamo di fatto con una legislazione non ancora operativa.    

Come muoversi quindi?

L’apprendistato funziona bene se viene proposto a giovani e giovanissimi, per esempio nel momento in cui si stanno orientando nella scelta della scuola secondaria. In Germania l’80% di questi giovani ha meno di vent’anni, mentre da noi avviene esattamente il contrario: questo spiega tutto dell’apprendistato in Italia.  

Quindi anche il sistema formativo dovrebbe cambiare prospettiva?

Certo, il sistema formativo non può più lavorare nell’ottica dell’aula e delle ore di lezione. Quello che manca all’Italia è una vera tradizione di formazione di mestieri e competenze spendibili, quindi attenta agli esiti dei percorsi formativi. E’ questo il passaggio fondamentale che a mio giudizio è necessario compiere.  

 

(Claudio Perlini)

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COMMENTI
03/12/2012 - CE LO SIAMO VOLUTO (GIUSEPPE PIGLIAPOCO)

La Legge sul Lavoro della Fornero ha qualche spunto di innovazione; sull'art.18 pur essendo sufficiente una minima manutenzione ha comunque recepito in parte il concetto che il problema stava tutto nel fatto che quel tipo di processo si fosse concluso rapidamente così come nel 1970 il legislatore si riprometteva onde evitare che il ritardo si fosse ripercosso a danno delle parti ( Era evidente ...) Il tracollo economico è iniziato quando il Governo Monti ha dato un segnale defragante con la cura tasse e l'IMU invece che tagli agli sprechi ( I notai ed i professionisti in genere hanno visto diminuire subitaneamente il lavoro del 60 % dal Gennaio scorso ):ora siamo solamente nei primi gradini della scala a chiocciola che va a scendere e non ci fermeremo più nella corsa che sta iniziando se non si evita immediatamente il secondo acconto IMU (Il fatto psicologico conta ed è contato enormemente in questo caso).Il disastro prosegue anche perchè con la fine del Governo Berlusconi è cessata la politica espansiva verso Est Europeo ed oltre e verso il Sud ( libia ed altri paesi )Non si era nella crisi un anno fa ( PIL in un anno da +0,4 a - 2,4 ) e comunque NASCONDERE LA CRISI per uno statista così come per qualunque imprenditore che ha a che fare con una montagna di debito da collocare o di esposizioni bancarie è un atto DOVUTO . Napolitano e Monti invece di nascondere la crisi hanno fatto harakiri tanto che è meglio per loro che non si presentino alla prima della Scala di Milano.