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PENSIONI/ Ricongiunzioni onerose. Moffa (Pdl): dalla legge di stabilità una soluzione “a metà”

SILVANO MOFFA spiega in che termini la norma in esame al Senato potrebbe rispondere, in buona parte, a un problema cui le commissioni lavoro stanno cercando di dare risposta da anni

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Da mesi le commissioni del Parlamento si stanno adoperando per risolvere il problema delle ricongiunzioni onerose. Sarebbero almeno 610mila i lavoratori che, dopo aver afferito contributi, nel corso della propria carriera lavorativa, a più di un ente previdenziale, potrebbero pagare la riunificazione nell’Inps migliaia, se non addirittura centinaia di migliaia, di euro. Ora, una proposta semi-definitiva potrebbe trovare spazio nell’ambito della legge di stabilità che, lunedì, sarà esaminata dal Senato. Silvano Moffa, presidente della commissione Lavoro della Camera, illustra a ilSussidiario.net la ratio provvedimento. «Finalmente daremo risposta a un’annosa questione. Fin da subito, infatti, lo stesso governo Berlusconi, che introdusse l’onerosità, riconobbe che si era trattato di un errore. Già ai tempi, il governo relazionò in Aula per spiegare che si trattò di una svista alla quale si sarebbe dovuto porre rimedio. E da allora, come commissione, ci siamo adoperati per escogitare una soluzione». Veniamo a oggi: «Il governo sta preparando un emendamento da inserire nella legge di stabilità con il quale, sostanzialmente, affrontare il tema della ricongiunzione, rendendola non onerosa per coloro che hanno presentato domanda entro il 2010; parliamo di un fondo da 550 milioni di euro. Un intervento strutturale che interesserà il decennio successivo». Non tutti i lavoratori penalizzati potranno essere tutelati fin da subito: «Il problema non è risolto per intero. Si tratta, tuttavia, di un passo importante nella direzione della risoluzione definitiva». Un risultato tutto sommato soddisfacente: «Rispetto al nulla che si prospettava,  relativamente ai ricongiungimenti onerosi, ma anche agli esodati, siamo riusciti a correggere gran parte degli errori fatti all’epoca e di quelli prodotti dalla riforma delle pensioni».

La ratio del provvedimento in esame, in effetti, è la medesima di quella che salvaguardia circa 140mila esodati. «Abbiamo iniziato a individuare le coperture per quei cittadini che sono in procinto di essere penalizzati dalla riforma della Fornero, o dalla norma sui ricongiungimenti onerosi, o che già risultano penalizzati; per chi, invece, si troverà in futuro in analoghe situazioni, capiremo di volta in volta come intervenire e dove reperire le risorse. C’è l’impegno ad affrontare la questione nella prossima legislazione e a risolverla definitivamente».