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PENSIONI/ Ricongiunzioni onerose addio. Ma a rimetterci sono imprese e lavoro

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Le imprese rischiano quindi di veder saltare «un modello contrattuale fondato sulla premialità e di veder ritornare il passato all’interno della propria organizzazione produttiva. E questo passato è evidentemente legato a un contratto nazionale rigido, fisso e invariante rispetto alle dinamiche della produttività, cioè quanto di peggio si possa auspicare nel cammino verso un recupero di competitività».

Quest’ultimo provvedimento, conclude il professor Del Conte, dovrebbe far seriamente riflettere sul concetto di crescita e su quali sono le priorità del nostro Paese: «La crescita è certamente una priorità a cui dedicare il massimo dell’attenzione fin da subito, non nei prossimi anni o con il prossimo Governo. Tutto ciò che può rilanciare lo sviluppo e la competitività delle nostre imprese è da attuare immediatamente, mentre sembra che misure come quella che stiamo commentando abbiano ancora una volta l’obiettivo di salvaguardare lo "status quo" più che investire su un migliore futuro. Se questa è la linea adottata, allora temo che la situazione non potrà che peggiorare».

 

(Claudio Perlini)

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