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Lavoro

PARTITE IVA/ Dall’Inps uno "sgambetto" alla Fornero

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Si tratta evidentemente di un problema di messa a regime delle nuove regole. Il vero punto è però che oggi un cittadino che ha maturato un diritto secondo la legge se lo vede negato dall’ente previdenziale. E’ una situazione che non può durare a lungo, anche perché i congedi parentali non sono prestazioni previdenziali future, come una pensione, ma trattamenti di cui uno ha bisogno nell’immediato. Se quindi non sono erogati i fondi, è evidente che c’è una lesione sostanziale del diritto.

 

A un contribuente che si è rivolto a “Inps risponde”, è stato spiegato che “il congedo parentale non spetta ai liberi professionisti che versano nella gestione separata, ma solo a lavoratori a progetto e categorie assimilate”.

 

I lavoratori a progetto versano nella gestione separata, quindi l’eccezione mi sembra contraddittoria. Bisogna capire a quali gestioni l’Inps ritiene di poter attingere per adempiere al disposto di legge. In qualsiasi caso, bisogna che queste risorse siano liberate.

 

Gli uffici Inps hanno dichiarato alle agenzie che il ritardo dipende “dalla mancanza di disposizioni attuative da parte del ministero del Lavoro”. Cosa ne pensa?

 

Francamente mi sembra un gioco allo scaricabarile. Inps e ministero del Lavoro viaggiano su binari di assoluta collaborazione, perché il primo non potrebbe funzionare senza gli input costanti del secondo. E’ quindi fondamentale che il gioco di rimbalzo fra l’istituto e il ministero finisca, che quest’ultimo chiarisca qual è la sua posizione e che se ci sono delle disposizioni regolamentari da attuare ciò avvenga immediatamente. Di fronte a un cittadino che fa domanda in riferimento a un diritto che gli è garantito dalla legge, non è legittimo rispondere: “Siamo in attesa di istruzioni da parte del ministero”. Non è infatti concepibile che nel frattempo il suo diritto sia negato.

 

 

(Pietro Vernizzi)

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