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Lavoro

IL CASO/ Quando il lavoro fa aumentare la natalità

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Parte del mondo imprenditoriale in qualche modo si sta muovendo in questa direzione, come dimostra lo sviluppo che sta avendo il tema della Corporate Family Responsibility, frontiera avanzata della Responsabilità Sociale delle Imprese. Qui rientrano diverse questioni direttamente collegate al tema della natalità. Questa connessione diretta è testimoniata dai benefici che ottengono le imprese quando adottano programmi di flessibilità degli orari di lavoro o più in generale di welfare aziendale orientato alla famiglia.

Tra i risultati si può anche ottenere un notevole incremento dell’indice di natalità tra le proprie dipendenti, come testimonia il caso della Cooperativa Sanithad di Mantova, dove grazie a programmi di flessibilità del lavoro, oggi nascono 4 figli l’anno per 100 donne in età fertile, mentre la media italiana è 1,30. Non solo, i benefici per le imprese sono anche esprimibili come riduzione dei tassi di assenteismo, incremento della lealtà nei confronti della impresa, miglioramento del tasso di innovatività.

Dal punto di vista istituzionale, occorre su questo fronte un cambiamento. Innanzitutto è necessario adottare un approccio sistemico, superando gli interventi spot e isolati, come ad esempio la Legge 53/2000 finanziata a singhiozzo, senza alcuna certezza per le imprese e i lavoratori. Occorre che tutto il tema della flessibilità intertemporale del lavoro venga incentivato in un’ottica di sostegno alla famiglia (family mainstreaming) e non solo in un’ottica di genere.

E’ altresì necessario riconoscere e sostenere e favorire la diffusione di quelle iniziative di welfare aziendale orientato alle famiglie, premiando e favorendo le buone prassi attraverso sistemi di defiscalizzazione a vantaggio dei lavoratori. Tutto questo rappresenterebbe un aiuto in grado di rispondere alle esigenze delle giovani coppie e di offrire loro quei necessari “sussidi” per liberare nuove energie e per non farli sentire soli nella scelta più importante per se stessi e per il loro Paese: generare il proprio e altrui domani.

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COMMENTI
21/12/2012 - e gli assegni famigliari (attilio sangiani)

a mio parere si deve tenere conto della "cultura neomalthusiana" dominante nell'incoscio e nel conscio politico della opinione pubblica. Troppi "opinion makers" da decenni ( almeno dal 1972,Club di Roma ) terrorizzano il mondo con lo slogan "siamo in troppi....." oppure " le risorse "pro-capite" diminuiscono,ecc....". Il Pastore anglicano Thomas Robert Malthus,da oltre due secoli, opprime i popoli con la sua falsa teoria. Governi a maggioranza democristiana per mezzo secolo hanno lasciato deperire gli istituti a favore della natalità preesistenti,con il pretesto che erano stati introdotti dal regime fascista; ma forse,ancor più,per la incapacità culturale ed la mancanza del coraggio politico di smentire le fosche previsioni malthusiane. Anche negli U.S.A. domina la cultura radicalea del I.P.P.F.(fondo contro la natalità): tanto i giovani vengono belli e pronti per lavorare dall'estero. Anche in Europa,Italia compresa,avviene questo. Non è ora di svegliarci ?