BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

IL CASO/ La battaglia degli stage "uccide" il lavoro dei giovani

InfophotoInfophoto

Oggi i contratti a progetto o temporanei non esistono più. E gli stage si sono trasformati, al dunque, in illusioni su illusioni. In realtà, una sorta di escamotage da parte delle aziende per non versare i contributi e ottenere lavoro gratis o quasi. Qual è lo scandalo? Che nessuno ne parli. Forse perché “la questione giovani”, al di là dei soliti proclami, non è al centro delle attenzioni politiche e sociali. Lo ricordo: in origine gli stage, organizzati dalle scuole superiori e dalle università in periodi non solo estivi, erano un modo per consentire agli studenti di toccare con mano la vita delle aziende, considerate luoghi formativi a tutto tondo. Col tempo, sono stati affiancati da altre esperienze sul campo, come l’alternanza scuola-lavoro, su progetti concordati tra ente di formazione e le stesse imprese.

Gli stage negli anni si sono trasformati in vere e proprie supplenze temporanee e precarie alle esigenze professionali delle aziende, con manodopera qualificata e semi-gratuita, se non gratuita a tutti gli effetti. L’ultima indagine dell’Isfol ci dice che nel 52,4% gli stage non prevedono a oggi nessun compenso. Chi ha il dovere di determinarli, i compensi? La Corte Costituzionale, in una recente sentenza, ha stabilito che il compito spetta alle Regioni.

Proviamo a seguire da vicino questa materia affidandoci, su consiglio de Il Corriere della Sera al sito repubblicadeglistagisti.it. La novità, segnalata da questo sito specializzato, riguarda la proposta di una soglia minima di 400 euro al mese garantiti per tutti gli stagisti. È ciò che prevede la bozza delle Linee Guida sui tirocini discussa mercoledì 19 dicembre dalla Commissione Lavoro della Conferenza delle Regioni, delegata dalla legge. È solo una bozza. Vedremo i tempi di approvazione, se saranno celeri.

La stessa bozza prevede che siano poi le singole Regioni a legiferare, con propria legge, sulla materia, ed è evidente che si rischia di andare alle calende greche. Si parla, dunque, solo di compenso minimo. Perché sono possibili anche compensi più rilevanti, tanto che il 5,3% ha una indennità che supera i 750 euro mensili. Siamo però ancora a livello di bozza. La speranza è che non si rimanga nel limbo delle buone intenzioni. Da ricordare, infine, che qui stiamo parlando solo degli stage extracurricolari, mentre rimangono fuori dalle Linee Guida quelli curricolari, ogni anno attivati dalle scuole e dalle università, e previsti dai corsi di formazione e dai master. Cioè buona parte degli stage, 200.000 su 500.000 promossi ogni anno in Italia.

Le stesse Linee Guida ancora in bozza ci offrono altre importanti informazioni. Distinguono, ad esempio, tre forme di stage o tirocinio: formativo e di orientamento; di inserimento e reinserimento; e quelli destinati alle categorie più deboli. “Non rientrano - specifica poi la bozza - come oggetto delle presenti linee guida i tirocini curricolari, né i periodi di pratica professionale nonché i tirocini previsti per l’accesso alle professioni ordinistiche”, per il solo motivo, chiarisce l’assessore al lavoro toscano Gianfranco Simoncini, che sono di competenza dello Stato. Per le tre categorie di stage o tirocinio la bozza prevede una diversa durata massima: 6 mesi per quelli formativi, 12 per quelli di inserimento, 24 per gli svantaggiati. Tempi predefiniti per consentire l’acquisizione di quelle competenze che sono necessarie al ricollocamento nel mondo del lavoro.